AVVIATA LA PROCEDURA DI INFRAZIONE
Cefalù, multe in arrivo
per il depuratore guasto
Un depuratore è collassato, un altro esiste solo sulla carta. Buona parte degli scarichi inquinanti di Cefalù finiscono quindi a mare. Per questo l’Unione europea ha avviato una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia che a ruota investe prima la Regione e poi il Comune. I ritardi negli interventi di adeguamento degli impianti comporteranno multe salate. E il guaio peggiore è che il caso esplode all’inizio della stagione estiva. I danni per l’immagine della città e per il turismo sono enormi.
L’annuncio dell’avvio delle procedure di infrazione viene dal commissario delegato per l’emergenza bonifiche e la tutela delle acque in Sicilia. Ne dà notizia una nota inviata all’Ato idrico Palermo 1, all’assessorato regionale territorio e ambiente, alla società Aps e naturalmente al Comune di Cefalù.
Il problema non si scopre solo adesso. A gennaio la Guardia di finanza, per ordine della magistratura di Termini Imerese, aveva sequestrato l’impianto di contrada Sant’Antonio perché è inadeguato e non è in grado di trattare tutto il carico destinato allo smaltimento. Il commissario delegato chiede all’Ato e al Comune a che punto sono i lavori di adeguamento che avrebbero dovuto essere avviati. E chiede anche notizie sull’impianto di contrada Torretonda che praticamente non esiste: ci sono i progetti di massima, quelli esecutivi, le procedure di avvio dei lavori sono partite ma non è accaduto più nulla.
L’unico evento concreto è stato l’ordine di sequestro dell’impianto di sant’Antonio gestito da Aps (Acque potabili siciliane). Il caso di cui si è occupata la Voce nell’ottobre dell’anno scorso era stato segnalato da un’interrogazione del capogruppo del Pd, Rosario Lapunzina, che richiamava i risultati dei sopralluogo e delle analisi compiute. La Procura della Repubblica di Termini Imerese aveva quindi aperto un’inchiesta e acquisito le relazioni di vari sopralluoghi. Esaminati anche i risultati di analisi compiute dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) su campionamenti prelevati nei paraggi del depuratore che “hanno avuto un esito classificato come tossico”.
Dopo il sequestro l’impianto è stato riaffidato alla società Aps perché proseguisse un’attività compatibile con le esigenze di tutela dell’ambiente. L’avvio delle procedure di infrazione da parte dell’Ue lascia pensare che non sia stato fatto tutto quello che era necessario.
Che accadrà adesso? L’avvertimento arrivato da Bruxelles intima all’Italia e, di conseguenza, alla Regione e al Comune di Cefalù di sanare, entro breve tempo, le gravi irregolarità nel processo di depurazione delle acque reflue. Se l’avvertenza resterà lettera morta scatteranno le multe. Oltre al danno anche la beffa.
22.06.2011
Redazione