INCONTRO TRA ROMANI E LOMBARDO
Il ministro: “Andiamo avanti”
Nessun rinvio sul dopo Fiat
Ma restano in piedi tutte le incertezze
Nessun rinvio delle decisioni sul futuro industriale di Termini Imerese mentre si fa strada l’idea di una “moratoria” per la dismissione da parte della Fiat. Se ne è parlato ancora tra il ministro Paolo Romani e il presidente della Regione, Raffaele Lombardo. L’agenda contiene temi molto delicati. Prima il sindaco Totò Burrafato, poi l’assessore regionale Marco Venturi hanno sottolineato l’incertezza e la scarsa affidabilità della maggior parte dei progetti selezionati da Invitalia. Nessuno, tranne un paio, sono in grado di dare garanzie di produttività e di solidità imprenditoriale. E questo sta alimentando la preoccupazione che, alla scadenza del 31 dicembre, la Fiat chiude mentre ancora nulla èa in grado di nascere.
Le ansie dei lavoratori cominciano a pesare sui tempi di attuazione dell’accordo di programma, la cui firma è stata intanto rinviata a data da destinarsi, e per questo la politica si sente tallonata. Le risposte non contengono elementi concreti ma solo annunci e assicurazioni. A cominciare da quelle date oggi da Romani a Lombardo. Nel corso dell’incontro al Ministero dello Sviluppo economico si è discusso del contratto di sviluppo e dei piani industriali delle aziende interessate a investire sul sito e giunte a Invitalia. Si è anche discusso della proposta della Dr auto, il gruppo molisano guidato da Massimo Di Risio, che ha inviato una manifestazione di interesse al Ministero dello Sviluppo economico tramite Invitalia per lo stabilimento della Fiat dopo la composizione della Short list.
Il ministro Romani ha assicurato, solo assicurato, al presidente Lombardo che il necessario approfondimento verrà fatto tempestivamente e che la tabella di marcia già stabilita verrà rispettata. Il Ministero ha già fissato per l’8 luglio il termine per la presentazione da parte delle aziende del piano industriale nel dettaglio previsto dal contratto di sviluppo.
Come si vede, siamo ancora lontani dai fatti concreti e precisi che i lavoratori di Termini attendono.
23.06.2011