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martedì, 07 dicembre 2021 ore 13:16
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IL RACCONTO DEI PROMOTORI DELL’INTERVENTO

“Perché abbiamo ripulito
il mare del golfo di Cefalù”

Targa del Comune alla missione Euridice
Le reti abbandonate sui fondali hanno danneggiato l’ambiente marino e ridotto considerevolmente la presenza di pesci. È questa la motivazione di fondo che ha indotto il gruppo della missione Euridice a bonificare il golfo di Cefalù rimuovendo una tonnellata di reti fantasma. Il bilancio dell’iniziativa, da cui è stato ricavato un video, è stato fatto dagli stessi promotori, Andrea e Marco Spinelli, ai quali il sindaco Rosario Lapunzina ha consegnato una targa. È stato così riconosciuto il valore della missione che ha scelto Cefalù per “preservare l’ecosistema marino e contrastare le offese perpetrate contro l’ambiente e il futuro del nostro pianeta”. All’incontro sono intervenuti il vicesindaco Vincenzo Terrasi, l’assessore all'ambiente Francesca Mancinelli e l’assessore Tania Culotta. Con i fratelli Spinelli c’era anche Carlos Taurá, responsabile delle attività subacquee.
Euridice nasce da un’idea dei fratelli Andrea e Marco Spinelli: il padre, subacqueo, gli ha trasmesso la passione per il mare portandoseli con sé già all'età di 5-6 anni per esplorare il mondo marino della Sicilia. Una volta cresciuti, Andrea è diventato biologo marino presso l'Oceanografico di Valencia (Spagna), al dipartimento di Biologia, area oceani. Sommozzatore Ots (operatore tecnico subacqueo), si è specializzato nella conservazione degli ambienti marini, nella biodiversità nel Mediterraneo e in ecologia di specie marine a rischio.
Marco è videomaker, content creator, attualmente videomaker presso Radio Deejay a Milano. Laureato presso Ied (Istituto europeo di design), si è specializzato nella realizzazione di contenuti che comprendono documentari, videoclip, reportage, short-clip e fotografia e riprese subacquee.
Ogni anno, negli oceani, vengono abbandonate 640 mila tonnellate di reti da pesca, secondo i rapporti annuali del programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep) e i dati sono in aumento. Studi recenti tra il 2017 e il 2018 hanno suggerito che le reti fantasma potrebbero rappresentare circa il 46% di tutte le microplastiche presenti nei nostri oceani.
Da queste premesse arriva la scelta di Cefalù. Oltre a essere un luogo molto conosciuto, sottolineano i fratelli Spinelli, per le immersioni, è importantissimo per le praterie di posidonia e Gorgonie, elementi fondamentali per il corretto mantenimento dell'ecosistema marino. Durante un'immersione nel 2020 in quelle zone, Andrea e Marco si sono accorti della mostruosa quantità di reti fantasma che gravavano sul fondale. Da quell'esperienza è nato un cortometraggio di 3 minuti molto suggestivo e anche inquietante che parla di questo inquinamento invisibile, ancora poco conosciuto:
"Da ormai 4 anni, nel fondo della secca più importante del golfo di Cefalù, riposano – dicono – reti da pesca abbandonate che hanno continuato a soffocare e desertificare la zona. La fauna coralligena è stata visibilmente ridotta. Le reti da pesca, soffocando il fondale roccioso, non permettono ai pesci di trovare rifugio; tutte le fessure sono sbarrate dalle maglie delle reti che circondano le rocce. I tanti subacquei ricreativi che frequentano la zona riferiscono che le popolazioni di Serranidi, come le cernie, si sono visibilmente ridotte e gli esemplari di grandi dimensioni sono scomparsi. Ogni giorno tante specie di pesci continuano a essere catturate da queste reti e muoiono".
Le azioni di recupero delle reti fantasma sono state condotte da tre subacquei qualificati mediante l'utilizzo di palloni di sollevamento con capacità di spinta da 50 a 500 chilogrammi, e con il supporto in superficie di imbarcazioni (Capitaneria di Porto di Cefalù e Reparto sub della Guardia Costiera, Comune di Cefalù e alcuni pescherecci della marineria locale).
La squadra della missione Euridice, supportata dall'Oceanografico di Valencia, Cressi Sub ed Ogyre, è inoltre composta da Dyana Vitale (biologa marina, ricercatrice presso l’Università di Valencia) e da Carlos Taurá (Sommozzatore Ots, responsabile delle attività subacquee presso l’Oceanografico di Valencia).
Del team fanno parte Federico Spinelli (capitano dell’imbarcazione), Daniele Piras (direttore della fotografia), Lorenzo Sattin (fonico di presa diretta, sound design e mix), Serafino Randazzo (assistente operatore video), Ramona Linzola (produzione) e Chiara Bonzano (graphic designer e assistente produzione).
27.08.2021

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