VERTENZA RADDOPPIO FERROVIARIO
Il territorio è con gli operai
“No ai 149 licenziamenti”
Assemblea tra istituzioni, sindacati e lavoratori
Si è svolta in un’aula gremita di operai in tenuta da lavoro l’assemblea che oggi ha riunito sindaci, sigle sindacali e amministratori del comprensorio per affrontare il rischio di licenziamento collettivo nel cantiere Fiumetorto-Cefalù Ogliastrillo per la realizzazione del doppio binario ferroviario. I sindacati hanno infatti dichiarato lo sciopero a oltranza e l’occupazione del sito contro l’improvvisa decisione della società Cefalù 20 di licenziare ben 149 su 189 dipendenti, di cui 131 addetti e 15 impiegati. L’azienda, incaricata di realizzare l’opera, ha infatti accumulato oltre 152 milioni di passività su un progetto da 314 milioni, riuscendo a completare soltanto il 40 per cento dei lavori.
Una “mazzata” che arriva tra “capo e collo” alle spalle dei lavoratori, che dicono no all’ennesima operazione di “macelleria sociale” e chiedono non solo garanzie sulla propria occupazione, ma anche il completamento dell’importante infrastruttura. Il raddoppio ferroviario della Palermo-Messina, finanziato anche da fondi comunitari, rientra infatti nel corridoio ferroviario transeuropeo Berlino-Palermo e costituirebbe una fondamentale opera di modernizzazione del territorio garantendo occupazione per ulteriori sei anni. L’eventuale blocco del primo tratto Fiumetorto-Ogliastrillo metterebbe però in serio rischio il completamento dell’opera, che rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto e di aggravare la situazione di un territorio già duramente colpito dalla crisi economica e occupazionale. Un segnale preoccupante è già l’annunciato slittamento della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori del secondo tratto Cefalù-Castelbuono, che da luglio salta a settembre.
All’assemblea, promossa dal sindaco di Termini Imerese Totò Burrafato e dal presidente del consiglio comunale Stefano Vitale, hanno preso parte i segretari provinciali della Fillea Cgil Mario Ridulfo, della Filca Cisl Salvatore Scelfo e della Fenal Uil Angelo Gallo, il presidente della commissione attività produttive dell’Ars Salvino Caputo e il senatore Beppe Lumia, che in mattinata ha visitato il cantiere. Presenti inoltre i sindaci del comprensorio Delio Capitano (Caccamo), Mario Cicero (Castelbuono), Salvatore Rini (Sciara), Magda Culotta (Pollina), Franco Vasta (Campofelice di Roccella) e Bartolo Vienna (Geraci Siculo).
A dare voce al pensiero dei lavoratori è stato Angelo Benigno, l’operaio che per disperazione era salito su una gru minacciando il suicidio. Benigno si è scagliato contro l’azienda parlando di “vigliaccata” nei confronti dei lavoratori e bocciando l’ipotesi di eventuali ammortizzatori sociali. “Questa è una battaglia per il pane quotidiano – ha affermato l’edile – chiediamo soltanto il lavoro”. All’azienda vengono inoltre attribuiti sprechi e inefficienze che avrebbero seriamente condizionato e rallentato l’andamento dei lavori.
La vertenza si sposta adesso a mercoledì mattina, con la riunione presso la Commissione Attività produttive dell’Ars tra azienda, governo regionale, sindacati e sindaci del comprensorio. Nel pomeriggio è previsto inoltre un ulteriore incontro tra prefetto, azienda e sindacati. Tre in particolare le richieste dei sindacati alla società: garantire il piano industriale completando l’opera nei tempi previsti e senza subappalto dei lavori, no alla riduzione del personale ed evitare di aggiungere altre difficoltà a un territorio già fortemente colpito dalla crisi. I lavoratori proseguiranno lo sciopero con dei sit in all’ingresso dei palazzi.
12.07.2011
Silvia Egiziano