CEFALÙ
Operaio minaccia il suicidio
al cantiere del raddoppio
Forte tensione dopo i licenziamenti
Svolta tragica al cantiere Cefalù 20, dove i 149 lavoratori a rischio licenziamento da parte della ditta che cura il raddoppio ferrovio della Palermo-Messina protestano da giorni per difendere il posto di lavoro. Questa mattina un gesto inaspettato. Un lavoratore del cantiere è salito su una gru e ha minacciato di buttarsi di sotto. Dopo attimi di altissima tensione il lavoratore ha accusato un malore e ha fatto in tempo a scendere dalla gru prima che succedesse l'irreparabile.
La situzione si mantiene al momento molto grave, sia per la condizione dei lavoratori che per lo stress a cui la protesta li sta sottoponendo. I sindacati hanno aperto nei confronti dell'azienda una procedura di opposizione al licenziamento collettivo ma al momento l'azienda non fa passi indietro. Il problema, oltre che occupazionale, riguarda anche il completamento dell'opera che - se lasciata incompleta - rappresenterebbe lo sventramento di un intero territorio distrutto dall'incompiuta. Venerdì si riunirà l'unità di crisi della Prefettura di Palermo per discutere il problema. Il lunedì seguente i lavoratori hanno reso nota una manifestazione e lo sciopero ad oltranza.
Intanto il cantiere è stato visitato dai sindaci di Campofelice di Roccella, Francesco Vasta, e di Termini Imerese, Salvatore Burrafato. Nessun segnale arriva invece dall'amministrazione di Cefalù.
07.07.2011
Paola Castiglia