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mercoledì, 13 luglio 2011 ore 3:05
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IL SINDACO AVVIA LE PROCEDURE

Castelbuono revoca a Lena
la cittadinanza onoraria

Dopo l'arresto per associazione mafiosa
Il sindaco di Castelbuono, Mario Cicero, ha invitato il segretario generale del Comune ad adottare i provvedimenti amministrativi per la revoca della cittadinanza onoraria a Francesco Lena, l’ingegnere accusato di essere un prestanome del boss Bernardo Provenzano e legato alla cosca di Resuttana. A Lena era stata data la cittadinanza onoraria per l’azienda vinicola "Abbazia Santa Anastasia". Nel giugno dell’anno scorso è stato arrestato con l’imprenditore Vincenzo Rizzacasa, titolare dell’Aedilia Venusta, accusato di trasferimento fraudolento di valori: avrebbe gestito attraverso le sue società il patrimonio del boss Salvatore Sbeglia, pure arrestato con il fratello Francesco Paolo e i nipoti Francesco e Marcello.
Secondo la Procura, che ne ha chiesto di recente il rinvio a giudizio per associazone mafiosa, Lena avrebbe avuto intensi e cospicui rapporti d’affari con il vertice di Cosa nostra e sarebbe stato un elemento organico della famiglia dell’Uditore. Con Salvatore Lo Piccolo, come emerge dalle intercettazioni, sarebbe stato in società già nel 1978 quando si occupava di costruzioni edili. Poi aveva orientato i suoi investimenti verso l'industria enologica che aveva adottato metodi di produzione avanzata. L'Abbazia era stata ristrutturata e trasformata in una struttura di agriturismo a cinque stelle.
Era il 1980 quando l'ingegnere Lena decise di rilevare l'azienda e l’Abbazia fondata nel 1100 dal conte Ruggero d'Altavilla. L'ultima scommessa di Lena era stata la riconversione biologica dell’azienda.
La decisione di revocare la cittadinanza onoraria, ha dichiarato il sindaco Cicero, scaturisce dall’esigenza di “consolidare l’impegno della comunità di Castelbuono nel contrasto a qualsiasi fenomeno criminale sia singolo che associativo”. Il sindaco ha auspicato che “da questa vicenda ancora una volta il nostro territorio possa uscirne più forte nel contrasto ai poteri criminali e consolidare un percorso virtuoso” in coerenza con i “principi dettati dalla Costituzione”.
11.07.2011
Patrizia Curreri
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