Caro direttore, scrivo questa lettera con rammarico e sentendomi sinceramente mortificato. Qualche giorno fa un funzionario mi chiama dal Comune di Cefalù e mi passa al telefono l'assessore al turismo, il quale, mi dice, sta facendo un giro di telefonate alle associazioni per chiedere se queste hanno pronto uno spettacolo da offrire gratuitamente al Comune per l'estate. Mi dice anche che il nostro municipio si farà carico delle spese SIAE e del service audio-luci. Ebbene, lì per lì, non me la sono sentita di attaccare il telefono in faccia al mio interlocutore, il quale nel frattempo mi rassicurava che certamente ad ottobre, a novembre o a Natale ci sarebbe stato modo di fare qualcosa a pagamento. Ho lasciato che finisse, ho salutato ed ho atteso qualche giorno prima di scrivere questa lettera, affinché tutte le associazioni ricevessero la medesima telefonata (che mi auguro sia giunta). Non so cosa faranno gli altri e cosa ne pensano ma io mi sento sinceramente mortificato. Al tempo del suo insediamento questo stesso assessore al turismo ebbe a dire in un incontro conoscitivo con le associazioni che "gratis lavorano solo gli schiavi". Ebbene da questa frase devo dedurre si sappia che il lavoro artistico vale tanto quanto gli altri lavori. Invece no. I soldi si trovano per pagare il service e la SIAE, ma non per pagare il lavoro degli artisti. Allora mi metto a ragionare e penso che il denaro per gli artisti debba avere la priorità perchè mentre senza amplificazione lo spettacolo può andare in scena lo stesso, la sola presenza dell'amplificazione non implica necessariamente uno spettacolo. Ma forse ragiono da artista e non da politico. Qualche soluzione c'è e sicuramente è già stata presa in considerazione. Si potrebbe, per esempio, chiedere al Maestro Pietro Ballo, al quale è stato donato il nostro teatro comunale, di offrire lui una serie di concerti. Si potrebbe chiedere al nostro assessore alla cultura Maestro Alberto Veronesi (la cui presenza ci viene elargita solo in occasione delle processioni) di offrire un concerto dell'orchestra sinfonica di cui è direttore. Tuttavia, riempire un cartellone è difficile e in questi casi la parte del leone la giocano, ahime solo numericamente, i cefalutani, ossia gli "schiavi" (il termine si riferisce alla frase che ho riportato sopra). Perché? Perché tanto c'è sempre qualcuno che dice di sì e che ancora crede alle promesse. Io non ci credo più. Ho smesso di crederci quando, all'inaugurazione del nostro teatro comunale, sono stato lasciato fuori dalla porta insieme a tanti altri artisti di Cefalù. Io, nonostante le mille difficoltà, con il lavoro artistico ci campo e non ho tempo da perdere per regalare nulla a nessuno. Avete idea di quanto lavoro ci stia dietro la preparazione di uno spettacolo? Mesi interi affinché poi, in scena, tutto sia perfetto. Tutto questo ha un valore e non può essere regalato né a questa amministrazione, né a nessuno. Il tempo dei regali è passato. Il tempo del "fatelo per la città" è passato. Il sottoscritto, lo stesso anno dell'elezione a sindaco del Dott. Guercio, su sollecitazione degli allora assessori Prof. Cristina e Dott. Terrasi ha offerto due spettacoli di sua produzione e sei partecipazioni a spettacoli di altri artisti. Non me ne pento, perchè io lo feci sul serio per la mia città, ma non lo rifarò adesso. I beni immateriali, come la cultura, hanno lo stesso valore di tutti gli altri beni materiali e così come questi ultimi non si regalano, per rispetto di chi suda per crearli e renderli fruibili, ma si comprano. Voglio concludere non limitandomi ad attaccare (sarebbe sparare sulla croce rossa), bensì attraverso una proposta. Il sindaco e gli assessori potrebbero rinunciare per i tre mesi estivi a percepire il loro stipendio. Anzi meglio, potrebbero "offrire" il loro stipendio per pagare le performance delle associazioni locali. Così facendo, in attesa che il bilancio sia approvato, ci sarebbero i soldi per un cartellone dignitoso fino a settembre. Rifletteci. I nostri numeri telefonici li conoscete.
Buon lavoro.