SERVIZI GESTITI DA SOCIETÀ INQUINATE DALLA MAFIA
Le mani della mafia nei porti
di Palermo e Termini Imerese
Le mani della mafia nei porti di Palermo e Termini Imerese. Due società – Portitalia e Tcp – sono finite in amministrazione controllata al culmine di un’indagine della Dia e della Procura di Palermo. Sono le società che, all'interno dell'area portuale, gestiscono la distribuzione delle merci ma anche i trasporti e la logistica. Gli amministratori sono stati sospesi per sei mesi come quelli della Newport, che gestiva gli stessi servizi.
E proprio sulla Newport si sono concentrate le attenzioni della senzione misure di prevenzione del tribunale di Palermo. La ragione è chiara: nella Newport 40 dei 157 soci avevano precedenti per mafia. Le altre due società sarebbero state create per subentrare nella gestione dei servizi: secondo i giudici servivano “solo per fare un'operazione di restyling”.
Oltre all’amministrazione giudiziaria di Portitalia e Tcp, sono stati sequestrati beni per due milioni di euro a quattro soci della Newport. Sono Girolamo Buccafusca, già condannato per mafia perché ritenuto il capo della famiglia di "Palermo centro"; Maurizio Gioè; Antonino Spadaro e un suo cugino omonimo della cosca della Kalsa.
14.03.2012