PATANELLA SOLLEVA UNA POLEMICA
Turismo tra luce e mito
La Regione oscura Cefalù
Ignorata in un promo pubblicitario
Un mito in un mare di luce era lo slogan scelto dalla Regione Sicilia per una campagna promozionale di qualche tempo fa. Cefalù non sta né nel mito né nella luce, ed è quanto dire. Della città ruggeriana, secondo polo turistico siciliano ricco di storia e di bellezza, la Regione si è infatti dimenticata. Se non la Regione almeno l’agenzia che ha coordinato i contenuti del redazionale a pagamento nella rivista “Panorama”, edita da Mondadori. Lo fa osservare, con una punta polemica, l’assessore al turismo di Cefalù, Vito Patanella. Si rivolge direttamente al presidente Raffaele Lombardo. “È con assoluto sgomento e incredula inquietudine – scrive – che leggiamo il redazionale a pagamento inserito dalla Regione e dall’assessorato all’interno del numero 12 del 14 marzodella rivista Panorama, con il quale, nel decantare le magnifiche bellezze naturali e soprattutto quelle legate al mare della Sicilia, non vi si trovi traccia alcuna della città di Cefalù, del suo antico borgo marinaro e della sua assolata spiaggia”.
Una dimenticanza o altro? Ancora Patanella: “La scelta operata dal disattento, e ciò se fosse in buona fede, o malevolo, in caso contrario, redattore dell’articolo inserito nel redazionale, mortifica la storia e la cultura dell’accoglienza che tutta la cittadinanza di Cefalù ha nel suo Dna; ed ancor di più umilia gli sforzi imprenditoriali che tutti gli operatori turistici annualmente compiono a Cefalù e che negli ultimi tre anni, a dispetto della crisi, hanno visto crescere le presenze turistiche nel borgo marinaro più internazionale della provincia palermitana”.
Patanella fa un richiamo all’impegno degli operatori turistici che per colmare una lacuna della Regione hanno allestito quest’anno uno stand alla Bit, Borsa internazionale del turismo di Milano. In realtà la “lacuna” della Regione corrisponde a una scelta strategica. Alla Bit i costi sono alti e i risultati risibili. Meglio investire le risorse disponibili nelle campagne promozionali e nelle iniziative rivolte a orientare le scelte dei grandi tour operator internazionali. Scelta corretta ma permeabile, come si vede, al rischio di banalizzazioni e di cadute professionali.
“Ci chiediamo, allora, quale sia lo scopo e quale il criterio – sottolinea ancora Patanella – con il quale l’assessore abbia speso i fondi della Regione e di noi tutti per promuovere la Sicilia senza tenere nel debito conto il profilo qualificante che Cefalù offre alla stessa Regione. Non si adducano dimenticanze o amnesie momentanee del consulente di turno poiché ciò dimostrerebbe, ulteriormente, la inutilità del consulente stesso e lo spreco di denaro pubblico che i consulenti aiutano a fare”.
L’assessore ora chiede, “a nome di tutta la cittadinanza”, che sia riparato il danno di immagine e che l’assessore provveda immediatamente a dare “giusta visibilità e concreto riconoscimento” a Cefalù. Non manca tuttavia la polemichetta provinciale con la quale Patanella insinua che l’assessore sia stato toccato dal “morbo catanocentrico”. Una questione di sostanza si conclude così con una consunta giaculatoria.
13.03.2012