31.10.2011
Angelo Dimarca
Con la presente intendiamo stigmatizzare l’incredibile comportamento della Regione che a soli
pochi giorni dall’emanazione del calendario venatorio 2011/2012 e dalla relativa Valutazione di
incidenza sta emanando provvedimenti di modifica disattendendo le prescrizioni contenute nelle
Valutazioni di incidenza, nelle misure di conservazione dei Siti natura 2000, nelle connesse sentenze e ordinanze del Tar Sicilia e modificando in senso peggiorativo la regolamentazione
emanata a fine agosto.
Già nel Calendario Venatorio 2011-2012, in insanabile contrasto con la LR 33/1997 e con la
Valutazione di Incidenza resa con DDG 629/2011, è stata inserita una deroga a favore delle isole
minori, attribuita alla competenza dei sindaci, per non applicare le misure di protezione fissate per
le IBA esterne alle Zps.
Tale norma è stata già oggetto di ricorso al TAR Palermo, e come positiva conseguenza è stata
ribadita la vigenza delle misure di protezione delle IBA con limitazione della caccia a gennaio a
soli due giorni la settimana.
Incredibilmente con Ddg 730/2011 è stata resa la Valutazione di Incidenza sulla Zps delle Egadi
in violazione delle Misure di Conservazione per i Siti natura 2000 (basti ricordare il divieto di
caccia prima del 15 novembre) e delle ordinanze del Tar Sicilia del 2010 proprio sulla tutela dei
migratori nelle Egadi.
Con Decreto dell’Assessore Regionale alle Risorse Agricole del 13/10/2011 è stata poi disposta
l’apertura della caccia nella Zps delle Egadi in violazione delle stesse prescrizioni fissate con il
provvedimento di Valutazione di Incidenza dell’Assessorato regionale Territorio e ambiente
(mancato rispetto della nuova densità venatoria, omessa redazione e pubblicazione della prescritta
cartografia riportante le aree a divieto, caccia consentita anche ai non residenti).
Abbiamo inoltre appreso che sono state presentate istanze di riapertura della caccia nel Sic
dell’Isola di Ustica e nel Sic dell’Isola di Filicudi, nonché di eliminazione del divieto di caccia alla
beccaccia nelle Zps delle Egadi e delle Pelagie, in palese ed insanabile contrasto con le Misure di
Conservazione per i Siti Natura 2000 fissate nel 2010 dal Dipartimento regionale Ambiente.
Tutto questo anche in contrasto con le recenti previsioni della Lr 19/2011 sulla protezione dei Siti
natura 2000 e della costante giurisprudenza del Tar Sicilia.
Appare grave che tutto ciò stia avvenendo nel momento in cui si sta tentando di mettere un po’
d’ordine in un settore che è andato avanti per oltre dieci anni al di fuori delle leggi.
I Piani faunistico venatori ed i calendari venatori non sono mai stati sottoposti a Valutazione di
Incidenza, nonostante le previsioni del Dpr 357/97.
I pareri dell’ISPRA sono stati rispettati solo in parte. A tal proposito assumono rilievo i due recenti
pronunciamenti della Commissione Ue e della Presidenza del Consiglio (che si allegano alla presente) sul valore sostanzialmente vincolante del parere dell’Ispra e per le refluenze sulle
procedure di infrazione al diritto comunitario.
Piano e Calendari venatori sono stati annualmente sospesi dal Tar dal 2007 in poi, le ultime
sentenze del 2010 e del 2011 hanno stigmatizzato la situazione in maniera chiara ed
inequivocabile.
Anche oggi il Piano faunistico 2011/2012 è privo della valutazione ambientale strategica e della
valutazione di incidenza.
Inoltre solo nel 2011 è stata data attuazione all’obbligo di proteggere il 25% del territorio previsto
dalla Lr 33 sino dal 1997, ma al contempo l’Assessorato alle Risorse agricole non sta procedendo
alla tabellazione delle nuove aree di protezione vanificando i divieti di legge e la tutela del
patrimonio faunistico presente.
Con la presente si invitano pertanto le amministrazioni in indirizzo dall’emanare nuovi atti in
violazione delle misure di conservazione dei Siti natura 2000 emanate nel 2010 e delle
prescrizioni fissate in sede di procedura di Valutazione di Incidenza ad agosto del 2011,
preannunciando sin da ora il ricorso al Tar ed alla Commissione europea contro tali atti, che si
invita a revocare in autotutela.
Con riserva di ulteriori azioni e nella certezza di un positivo riscontro, si porgono distinti saluti.