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15.10.2011
Angelo Sciortino
Per quei lettori che non lo conoscessero, Ducezio fu un siculo, che venticinque secoli fa combatté per ben vent'anni contro i Cartaginesi a occidente e i Greci a oriente per ridare indipendenza e autonomia allaSicilia e al suo popolo. Soltanto la morte lo domò.Stranamente un politico d'oggi, che dice di volere l'autonomia della Sicilia, tant'è che ha fondato un movimento politico per imporla, non ne parla mai. Sembra che tema il confronto con quest'eroe epreferisce vivere alla giornata, senz'altra strategia, che quella di eseguire pedissequamente gli ordiniche gli vengono imposti dal Governo centrale.Perché è proprio questo che ormai si fa, da parte dello zoppo Governo regionale. Roma, per bocca di Berlusconi il Grande e il ragionier Tremonti, ordina tagli orizzontali, verticali, obliqui o a zigzagnella nella sanità e nelle scuole? Allora il Grande Autonomista ubbidisce, tradendo così il suo Popolo e il suo antesignano, questi sì grande, anche se dimenticato.E a nulla vale che proprio alla Sanità, in qualità di assessore regionale, sieda un uomo che proviene dalle fila della magistratura; un uomo, quindi, abituato all'indagine prima di formulare ognirichiesta di incriminazione di un sospettato. Un'abitudine, che non gli è servita per decidere sulla chiusura dei “centri nascita” di ben 23 ospedali siciliani, perché lo ha deciso con proprio decreto senza indagini, per stabilire quali di essi fossero colpevoli di spreco o di cattivo funzionamento.Ha piuttosto proceduto con il codice militare d'altri tempi e ha così deciso una vera e propriadecimazione, come si faceva nelle trincee della prima guerra mondiale.
Tanti esempi si potrebbero portare a riprova delle mie affermazioni, ma quello della minacciatachiusura del “centro nascite” dell'ospedale San Raffaele-Giglio di Cefalù è fra tutti il più chiaro epertinente. Questo ospedale, dal momento del suo affidamento alla Fondazione San Raffaele-Giglio,ha progredito, fino a diventare uno dei migliori della Sicilia e un sicuro punto di riferimento per lepopolazioni delle Madonie. Durante la precedente gestione sembrava sul punto di diventare un ospedale di eccellenza e ancora oggi potrebbe aspirarci, se i suoi amministratori s'impegnassero unpo'. Può contare, infatti, su personale medico e paramedico preparatissimo, che non ha nulla da invidiare a quello dei migliori ospedali siciliani e del Nord Italia. Un personale non solo preparato,ma anche umanamente disponibile con i malati, come dimostrano le migliaia di firme raccolte contro la chiusura del suo reparto nascite.
L'ospedale di Cefalù ha anche un grande vantaggio per le popolazioni madonite, perché lo possono raggiungere più facilmente e più rapidamente di altri nosocomi. Ma si tratta di quelle popolazioniche un tempo aiutarono e protessero il primo autonomista, Ducezio, e delle quali all'autonomista dioggi, Lombardo, non importa nulla, come finora non gli è importato nulla di ricordare Ducezio.
Oggi è sembrato rinsavire, ma la cura sarà lunga. Sembra, infatti, che abbia deciso di sospendereogni decisione fino al prossimo settembre e di dedicare questi undici mesi a studiare il caso e astabilire nuovi parametri, per giudicare quali e quanti reparti nascite dovranno essere effettivamente chiusi.Noi siamo pazienti e lo cureremo per questi dieci mesi, aspettando la sua guarigione. E non gli lesineremo cure e medicamenti.
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