07.04.2011
Riccardo Gervasi
Un tempo la scuola era il luogo dove i ragazzi apprendevano le conoscenze e socializzavano tra loro imparando, soprattutto, le regole della convivenza in comunità, oltre ai valori che facevano di uno Stato una Nazione unita. Pare, però, che di tutto questo importi poco oggi. Soprattutto se a far da ago della bilancia nella politica nazionale è una Lega Nord che trova al Sud i propri gregari. Basterà riflettere, a tal proposito, sul disegno di legge – “Norme sull’insegnamento della storia della Sicilia e della identità siciliana nelle scuole” – a cui la commissione Cultura dell’Ars ha dato il proprio ok.
Secondo il disegno di legge – le cui novità potrebbero essere operative già dal prossimo a.s. 2011/2012 – potrebbero essere organizzate delle vere e proprie unità di apprendimento per la lingua e la cultura siciliana. Nulla da eccepire, ovviamente, nel quadro dell’autonomia scolastica, soprattutto dopo che l’On. D’Agostino dell’Mpa all’Ars ha commentato favorevolmente la cosa, parlando di “recupero della tradizione culturale”.
Tuttavia, un dubbio permane, in particolare alla luce del fatto che i ragazzi di oggi presentano un comun denominatore: la misconoscenza della lingua, della cultura e della storia italiana. E non è cosa da poco, magari in considerazione del fatto che questo è l’anno del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Ma questa, del resto , è un’altra storia. Insomma, come dire che son “quisquiglie” tanto per la Lega Nord quanto per l’Mpa!