LA DENUNCIA
Le tristi finestre sulla realtà
Cefalù chiede aiuto in 9 foto
Gli scatti ideati da “La Voce”
Avremmo preferito fotografare il bello ma alla fine siamo stati costretti a soffermarci sull’assurdo degrado di questa città. Con le nove foto che trovate in questa galleria abbiamo cercato di dare una lettura non convenzionale degli sfregi che mortificano l’immagine di Cefalù. L’idea nasce dal Gruppo editoriale La Voce per iniziativa del presidente Salvatore Culotta. La bellezza di Laura Aricò, modella del servizio, la bravura del fotografo emergente Salvatore Cimino e la passione di Giuseppe Caliò per la moda hanno contribuito a raccontare la Cefalù che preferiremmo non vedere. Nella speranza di vedere rinascere i luoghi che amiamo e che potrebbero portare Cefalù nel mondo come uno dei borghi più belli, non solo a parole.
Prima visione – Nel belvedere di sant'Antonio, all'altezza del bivio del porto di Presidiana, punta lo sguardo la nostra turista, una delle migliaia che ogni anno giungono a Cefalù per i tour giornalieri. 365 giorni all’anno lo spettacolo è garantito.
Relax depurato – Poco sotto il belvedere di sant'Antonio si trova l'antico muro di fortificazione che dal mare saliva fino alle pendici della Rocca. Da qui parte l’itinerario sulla scogliera, pensato dal compianto architetto Pasquale Culotta. Da qui si apprezzano ancora meglio, e a cielo aperto, i liquami del depuratore di Cefalù.
Ossidazione cerebrale – Camminando sulla splendida scogliera ecco un consolidamento vittima del potere corrosivo del mare. La ruggine, giorno dopo giorno, scende e compromette le bellezze naturali di Cefalù macchiando il grigio e delicato calcare, antico 140 milioni di anni. La stessa ruggine che da anni ha ossidato i cervelli della politica locali priva della più banale capacità di osservazione e pianificazione.
Ascesa precaria – Siamo in via Perr, proprio dietro la via Candeloro. L'ascesa e la discesa sono veramente precarie, se non addirittura rischiose per chi decide di avventurarsi su questa scala, punto di accesso a un dei tratti più belli della costa di Cefalù.
Sosta Megalitica – Sempre in via Perr, a qualunque ore, si litiga per invadere l'area antistante lo scavo archeologico interno alle mura megalitiche della città e guadagnare un parcheggio in pieno divieto di (non) sosta.
Ricreazione linguistica – Nella splendida terrazza del bastione, sulla parete esterna della chiesa dell'Itria – luogo amato dai locali e dai viaggiatori – oggi si concentra la più alta manifestazione della cultura cefaludese. Un patrimonio di grandissimo pregio da valorizzare e tutelare.
Fonte della vergogna - Sempre sulla terrazza del bastione ecco l'esempio d’intervento più diffuso a Cefalù: dissuadere con reti e staccionate. Benvenuti nella fucina del degrado e dell'improvvisazione di questa città.
Strappo all'indifferenza – Di fronte porta Pescara varco, di accesso alla marina vecchia - splendido set di Nuovo cinema paradiso di Giuseppe Tornatore - il decoro raggiunge il massimo della sua espressione e della sua immanenza.
Tramonto della speranza – Nella speranza di tempi migliori oggi le responsabilità vanno divise equamente tra maggioranza e opposizione.
10.04.2011
Paola Castiglia