AUTORIZZAZIONI NEGATE, GLI OPERATORI PROTESTANO
Cefalù, lungomare proibito
Colpo all’economia turistica
Una quarantina tra chioschi, bar, stabilimenti balneari e terrazze a servizio di ristoranti rischiano di restare chiusi a Cefalù. Un gioco di concessioni negate o contestate sta mettendo in ginocchio una grande fetta dell’economia turistica. Cinque milioni di perdite, 400 lavoratori stagionali non ancora confermati. Crollati ingenti investimenti destinati alla ristrutturazione in previsione della proroga delle concessioni del 2020. E restano tasse da pagare e debiti da onorare.
Sono una ventina gli hotel a cui è stata sottratta o ridimensionata la spiaggia destinata ai turisti. E in ballo ci sono perdite economiche a causa dei mancati adempimenti contrattuali con i tour operator per il pacchetto
soggiorno+spiaggia.
Questa è oggi la situazione di una Cefalù che, appena a inizio stagione, vede crollare le aspettative produttive pianificate nell’anno. Attualmente sono sei le strutture sottoposte a sequestro, due delle quali già dal 2015.
Ma cosa sta accadendo a quella che nei depliant viene decantata ancora come la Perla del Tirreno?
“Le attuali concessioni - dice Bartolomeo Vitale, presidente dell’associazione operatori balneari di Cefalù - vengono contestate dalla Soprintendenza perché suppone un rinnovo quinquennale in contrasto con la norma, che invece non ne prevede alcuno. Senza parlare dell’ipotesi in cui la concessione è stata rilasciata dall’assessorato al territorio con il silenzio assenso previsto dall’art.7 della legge regionale 4/2003, ritenuto non valido, confermando addirittura la nullità della concessione vigente. Questo - continua Vitale - è lo stato di fatto. Quindi oggi, nell’incertezza di poter iniziare, tutte le attività soggette a questo tipo di autorizzazione, restano chiuse”.
Oggi Cefalù, dicono gli operatori, vede il suo lungomare deserto e quanto più incerto è ancora il suo futuro. Senza parlare delle restrizioni che impone la Soprintendenza alle attività in attesa di adeguamento delle concessioni esistenti alle nuove norme igienico-sanitarie e per l’abbattimento delle barriere architettoniche, giudicate dagli operatori alquanto surreali.
“Cancellano di fatto gli stabilimenti balneari così come concepiti e previsti dalla legge - dice Bartolomeo Vitale - andando contro le leggi regionali e i regolamenti comunali. Quindi autorizza soltanto la balneazione (cioè il noleggio dell’ombrellone e del lettino) e pone vincoli strutturali, che di fatto snaturano i servizi del classico stabilimento (come l’american bar, la ristorazione e le attività turistico ricreative e di svago) in barba all’ultima norma regionale che invece aveva esteso per tutto l’anno le aperture dei lidi, bar e ristoranti sulla spiaggia”.
“La notizia ha già messo in allarme i tuor operator stranieri, e stiamo cominciando a registrare le prime cancellazioni - dichiara Francesco Randone, vice presidente Federalberghi, delegato Cefalù - che si sommano alle altre legate ai problemi di sicurezza internazionale. Comparare la nostra destinazione, che rimane ancora fuori mercato, alle altre vicine di casa, come Malta, le Canarie e le Baleari, è davvero sconfortante, soprattutto se si parla della tardiva apertura di stagione, ancora incerta”.
La situazione è talmente grave che ha visto tutti gli operatori balneari a Cefalù partecipare a una riunione straordinaria.
“Noi chiediamo, nel pieno rispetto della legge, al governo regionale di risolvere immediatamente questa problematica prima dell’inizio di maggio - dice Salvatore Scalisi, direttore regionale Confcommercio - che riteniamo sia solo una problema interpretativo della Soprintendenza”.
“Speriamo che possa uscire un atto d’indirizzo che garantisca la possibilità di continuità lavorativa a tutte le attività balneari di Cefalù - dichiara Fabio Gioia, componente di giunta della confcommercio Palermo con delega al settore balneare - e che sia d’impulso affinché la Soprintendenza la applichi subito, al fine di evitare le non aperture ed ulteriori sequestri”.
“Dal mese di fabbraio – rivela il sindaco Rosario Lapunzina - chiediamo alla Regione di convocare una riunione con gli assessorati Territorio e Ambiente e Beni culturali per trovare una soluzione. Ma il 13 aprile i rappresentanti dei Beni culturali non si sono presentati. Tutto questo è incredibile”.
In attesa di un nuovo incontro alla Regione previsto per giovedì 21 aprile, tutte le attività balneari e di ristorazione nel lungomare di Cefalù resteranno chiuse.
16.04.2016