LA CONTROVERSIA SUI TERRENI DELLO STABILIMENTO
La guerra dell’acqua a Geraci
L’azienda denuncia il sindaco
E chiede un risarcimento di venti milioni
La guerra dell’acqua a Geraci finisce con denunce e carte bollate. L’azienda che imbottiglia l’acqua minerale ha denunciato il sindaco Bartolo Vienna e chiede al Comune un risarcimento di 20 milioni. È l’epilogo di un braccio di ferro che si trascina da tempo e che ora sembra arrivato a un passaggio cruciale.
I fatti, nudi e crudi, sono questi. Recentemente l’amministrazione comunale ha chiesto alla società “Terme di Geraci” di riformulare un atto di cessione del terreno sul quale sorge lo stabilimento perché quello vecchio (che peraltro prevedeva una royalty dello 0,50 per cento sulle vendite in favore del Comune) sarebbe nullo. Tale lo avrebbe reso l’introduzione nel 1994 dell’istituto degli usi civici. La richiesta è di rivalutare l’immobile al “valore di mercato”. Ma non solo: il Comune si riserva sempre il diritto di riacquistare “in qualsiasi momento” la proprietà del terreno nel caso di “mancato rispetto anche parziale da parte della società degli impegni assunti”. Gli impegni sarebbero quelli che discenderebbero dall’ipotesi di accordo proposto dall’amministrazione comunale.
La società ha offerto 380 mila euro per chiudere la partita. Alle altre richieste ha risposto picche, e con una certa durezza ha addirittura accusato il Comune di volere mettere le mani sullo stabilimento di imbottigliamento. La tesi della società è che il Comune, dopo avere ceduto i terreni dove si trovano gli impianti, voglia ora alzare il prezzo imponendo appunto condizioni-capestro.
”Le richieste del Comune – ha fatto sapere l’azienda – sono illegittime e inaccettabili, perché trascurano il fatto che la Terme ha acquisito non solo la proprietà della particella 73 e dello stabilimento che vi insiste ma anche la legittimazione della seconda (grazie a una sentenza di primo grado del commissario regionale per gli usi civici, emessa nel 2008). Pertanto la proposta del sindaco impone alle Terme di predisporre le contromisure giuridiche del caso e di diffidare il Comune a risarcirle i danni, circa venti milioni di euro”.
Alle parole sono ora seguiti i fatti. Per domani era stata convocata una riunione tra rappresentanti dell’azienda e l’amministrazione comunale per fissare le nuove condizioni. Ma l’azienda ha anticipato i tempi e ha annunciato di avere denunciato il sindaco alla Procura della Repubblica di Termini Imerese. Il resto verrà dopo.
16.07.2009
Redazione