Gianni Rinaldini della Fiom
TERMINI IMERESE
Fiat, meno cassa integrazione
ma la strategia resta confusa
Nuovo attacco della Fiom al Lingotto
Una notizia buona finalmente arriva per la Fiat di Termini Imerese: è l’annuncio della riduzione di una settimana della cassa integrazione. Ma questo non risolve il problema cruciale perché la strategia dell’azienda resta confusa. E la Fiom Cgil insiste: la missione dello stabilimento siciliano deve restare quella di produrre auto.
Di questo si è tornati a discutere a termini Imerese nel corso dell’attivo sindacale della Cgil a cui ha partecipato il segretario nazionale della Fiom, Gianni Rinaldini. La riunione nel giorno in cui è stato annunciato un interesse del Lingotto per la carrozzeria Bertone posta in liquidazione.
Si parte dalla riduzione della Cig di sei giorni lavorativi. La produzione della Lancia Ypsilon continuerà, quindi, fino al 29 luglio, contrariamente a quanto annunciato qualche settimana fa. Lo stop era previsto dal 22 luglio al 2 agosto. Gli operai torneranno al lavoro il 30 e 31 luglio e poi, per loro, inizieranno le consuete tre settimane di ferie.
LE MIRE SULLA BERTONE. Ma mentre si tira un sospiro di sollievo restano tutte le ombre sul futuro della fabbrica. Se ne è parlato all’attivo provinciale della Fiom-Cgil al quale sono intervenuti oltre a Rinaldini il segretario della camera del lavoro di Palermo, Maurizio Calà, il segretario generale Fiom Sicilia, Giovanna Marano, il segretario della Fiom di Palermo Francesco Piastra e il segretario cittadino Fiom, Roberto Mastrosimone. Si è parlato dell’avvio della vertenza contrattuale dei metalmeccanici e della crisi dello stabilimento. Il numero uno della Fiom, Rinaldini, ha anche puntato il dito sul manifestato interesse della casa automobilistica torinese per il polo produttivo della carrozzeria Bertone e ha sottolineato: “L’interesse della Fiat per la carrozzeria Bertone evidenzia che il cosiddetto piano industriale che è stato presentato nei giorni scorsi è tutt’altro che definito. Chiediamo quindi di tornare a palazzo Chigi per proseguire il confronto con la Fiat. Se si salva la Bertone - dice Rinaldini - non possiamo che essere felici. Si tratta di un gruppo storico con oltre 1.500 lavoratori impegnati in una produzione medio-alta. È necessario però conoscere i termini della proposta della Fiat che, se da un lato fa intendere di volere acquisire la carrozzeria Bertone, dall’altro pensa di chiudere lo stabilimento della Cnh e di cessare la produzione di auto a Termini Imerese: vogliamo capire qual è la strategia della Fiat. E per questo è necessario che il governo ci convochi a palazzo Chigi”.
STATO CONFUSIONALE. Rinaldini ha poi aggiunto: “La Fiat è nel caos, il suo gruppo dirigente è in stato confusionale, continua a fare negli stabilimenti operazioni che alimentano le tensioni tra i lavoratori. Ma cosa sta succedendo? La situazione non è per niente chiara rispetto a ciò che appare all'esterno. Si ha la forte impressione di un gruppo dirigente che si muove per creare tensione, non si spiegherebbe altrimenti il motivo per cui non risponde alle richieste sul premio di risultato che scade a luglio, e determina una situazione tale da costringere gli operai a mobilitarsi persino a Melfi, la fabbrica che ha beneficiato di più degli ecoincentivi”.
LA MISSIONE DI TERMINI. “La missione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese deve rimanere nel settore delle costruzioni di automobili". È la richiesta ribadita dal maggiore sindacato dell’auto. "Ci sono tutte le condizioni per rilanciare il sito produttivo di Termini", ha detto Rinaldini. La Fiat, ha osservato, produce solo 635 mila macchine contro una produzione mondiale di un milione e 800 mila auto. E c'è una domanda locale in Italia di due milioni di macchine. “Un mercato domestico che va alimentato”, dunque. “Ed è vero quello che Marchionne lamenta - ha spiegato nella sua relazione il segretario della Fiom Cgil di Palermo, Francesco Piastra – e cioè che il costo per unità produttiva è maggiore rispetto ad altri stabilimenti. Ma servono investimenti e sarà possibile anche da noi costruire le macchine e non più solo assemblarle. Il resto lo devono fare gli enti locali. La Regione ha dato la sua disponibilità a finanziare il contratto di programma Fiat con un provvedimento legislativo e così deve fare il governo nazionale”.
Si è anche discusso della situazione di sofferenza del settore metalmeccanico. Secondo gli ultimi dati della cassa integrazione ordinaria relativi al primo semestre del 2009, a Palermo nel settore metalmeccanico sono state calcolate 1.680.300 ore di cig, che superano le ore raggiunte nell'arco dell'intero 2008, pari a un milione e 428.635. In Sicilia nei primi sei mesi del 2009 la cassa integrazione ha raggiunto quota quattro milioni e 255.533 ore, il doppio rispetto alle 2.619.074 ore dello scorso anno.
La Regione siciliana, ha detto Piastra, è l’unica a non aver ancora adottato provvedimenti che integrino la cassa integrazione ordinaria. Dall’altra parte, servono interventi per finanziare la cig ordinaria: “Molte aziende - aggiunge - rischiano di non avere più ore disponibili. E per alcuni settori esclusi da interventi di ammortizzatori sociali occorrono con urgenza accordi quadro con le organizzazioni sindacali”.
14.07.2009
Redazione