TERMINI IMERESE
La Cisl contro i picchettaggi
Prime crepe nei sindacati
Scambio di accuse sulle forme di protesta
Si fa sempre più netta la la spaccatura tra le organizzazioni sindacali. La Fim, ieri, ha denunciato che “i picchettaggi selvaggi all’ingresso della Fiat di Termini Imerese, non sono un bell’esempio di democrazia sindacale”. Lo ha dichiarato Salvatore Picciurro, segretario regionale dei metalmeccanici Cisl-Fim. “Dopo essersi riempite la bocca di paroloni nel nome della democrazia, sia stamattina che in occasione del turno pomeridiano, hanno bloccato l’ingresso dello stabilimento con picchetti e intimidazioni", ha aggiunto Picciurro. "Alla faccia della democrazia sindacale, l’unità va costruita quotidianamente, nel rispetto concreto di tutte le posizioni dei lavoratori e dei loro rappresentanti”. Immediata la replica di della Uilm: “La Fim Cisl non può dare lezioni di democrazia gratuite. Inasprire lo scontro fra le organizzazioni sindacali con fantomatiche lezioni di democrazia non serve sicuramente al bene della vertenza" – ha replicato Vincenzo Comella della Uilm di Palermo – "In tutte le occasioni di sciopero unitarie le modalità sono state identiche a quella di oggi, comprese quelle di lunedì 29 giugno, mercoledì e giovedì scorso, quando davanti ai cancelli a fare i 'picchettaggi selvaggi' c'era la struttura della Fim Cisl territoriale ed il suo segretario”. Roberto Mastrosimone della Fiom ha condiviso l’opione della Uilm e ha aggiunto che “la Fim dovrebbe riflettere sui numeri: nessun operaio della Fim, nonostante la decisione di non aderire allo sciopero, è entrato al lavoro”. I due sindacalisti sottolineano, comunque, che non si effettuerà lo sciopero a oltranza. Lunedì, infatti, i duemiladuecento operai di Fiat e indotto ritorneranno al lavoro. Previste per lunedì e martedì assemblee con i lavoratori e la visita del segretario nazionale della Fiom con il quale i rappresentanti territoriali concorderanno le linee guida della protesta.
11.07.2009
Redazione