Cerca
giovedì, 19 giugno 2014 ore 23:39
Vegan Med Fest
Diminuisci carattere Ingrandisci carattere Stampa Invia RSS
ACCUSATA DI CONCORSO MORALE CON LO ZIO

Arrestata anche una donna
per la farmacista uccisa a Blufi

Finisce in carcere anche una donna per la rapina di Blufi culminata con l’atroce uccisione della farmacista Giuseppina Jacona. La svolta è arrivata dopo sette mesi con l’arresto di Patrizia Porcello di 36 anni, attualmente residente ad Arese, vicino a Milano. È accusata di concorso morale nella rapina e nell’omicidio. La donna è nipote dell’assassino, Angelo Porcello, 51 anni, che aveva organizzato e compiuto il colpo con Gandolfo Giampapa. Entrambi erano stati arrestati dai carabinieri nell’immediatezza del fatto. Decisiva era stata la segnalazione di una cliente che aveva notato improvvisa chiusura della porta d’ingresso della farmacia.
Tutto era stato, secondo i carabinieri, organizzato con cura. Una sola cosa Porcello, vera “mentre” della rapina, non aveva previsto: l’arrivo inaspettato della cliente. All’interno della farmacia si trovava, in quel momento la titolare, dottoressa Giuseppina Jacona, 79 anni, originaria di Carini, che nelle fasi culminanti della rapina era stata sgozzata da Porcello con un colpo inferto con incredibile violenza. L’arma, un coltello da cucina con una lama di 20 centimetri, intrisa di sangue, veniva trovata nell’immediatezza sul luogo delitto. Prima di allontanarsi, Porcello l’aveva gettata nel cestino della spazzatura.
I carabinieri della stazione di Petralia Soprana, intervenuti sul posto in pochi attimi avevano bloccatol Giampapa mentre usciva dalla farmacia per fuggire a piedi. Grazie ad alcuni testimoni, veniva individuato immediatamente anche l’altro complice, Porcello, che nel frattempo si era dato alla fuga pure lui a piedi. I carabinieri lo avevano subito arrestato in casa, a pochi metri dalla farmacia, dove era agli arresti domiciliari. Per depistare le indagini si era fatto trovare in pigiama.
E invece era stato proprio lui a uccidere la farmacista: mentre le teneva chiusa la bocca con una mano la colpiva con l’altra. Durante la perquisizione domiciliare nell’abitazione di Porcello, i carabinieri hanno trovato e sequestrato 14.760 euro in contanti, frutto della rapina: erano occultati in parte dentro un cassetto e in parte in un nascondiglio ricavato dietro la porta del bagno. Sono staqti pure rinvenuti gli indumenti intrisi di sangue indossati al momento della rapina: un paio di jeans di colore blu chiaro e un paio di scarpe.
Nel corso della perquisizione personale a Porcello veniva trovata una banconota da 50 euro, anche questa provento della rapina, nascosta sotto la maglietta all’altezza della spalla.
Il sopralluogo nell’abitazione della vittima, proprio sopra la farmacia, consentiva di rinvenire denaro in contanti pari a oltre 250 mila euro. Nelle successive fasi di indagine sono stati trovati in casa della vittima altri 368 mila euro. Praticamente un tesoro di oltre 600 mila euro, verosimilmente il vero obiettivo dei due rapinatori. Nella stessa casa, nella camera da letto della dottoressa Jacona, è stata trovata una corda con tracce di sangue, che con molta probabilità i due banditi volevano utilizzare per immobilizzare la donna e operare con maggiore tranquillità.
Le indagini hanno consentito di chiarire meglio la posizione di Giampapa. Era stato notato mentre usciva dalla farmacia e riconosciuto da un cittadino come colui che si trovava all’interno della farmacia fra la porta e lo scaffale delle medicine. Il giovane ha reso un’ampia confessione al pubblico ministero. E in più la sua fidanzata ha dichiarato che quel pomeriggio Giampapa era stato convinto proprio dallo zio Porcello a partecipare alla rapina che gli avrebbe fatto guadagnare mille euro.
Su Porcelo sono raccolti altri elementi di colpevolezza. È stato riconosciuto da un testimone come colui che, uscendo dalla farmacia, si era dato a precipitosa fuga a piedi per i vicoli del paese. Poi è arrivato il riscontro di una parte del bottino a casa sua.
Le successive indagini hanno consentito di focalizzare meglio anche la posizione di Patrizia Porcello, nipote dell’assassino, residente a Blufi ma attualmente domiciliata ad Arese (Milano). Secondo i carabinieri, la donna era a conoscenza del progetto criminale ideato proprio dallo zio almeno un mese prima. Con lui avrebbe progettato la rapina, programmando perfino l’omicidio della farmacista sebbene con modalità esecutive diverse da quelle poi effettivamente messe in atto.
Allo zio avrebbe pure assicurato un aiuto nell’occultamento della refurtiva. Contava su quei soldi per costruire un futuro insieme.
Il caso sembra così chiuso con l’arresto della donna. Nei suoi confronti la magistratura di Termini Imerese ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare.
18.06.2014
Gli articoli in primo piano
CRONACA Durante la rapina a una coppia di persone anziane, nelle campagne di Cefalù, fumavano e si...
CRONACA Finisce in carcere anche una donna per la rapina di Blufi culminata con l’atroce uccisione della...
CULTURA & SPETTACOLI Le armonie, le luci, le nostalgie di Giuseppe Forte compongono un orizzonte artistico che si rinnova...
CRONACA Continua, con batti e ribatti, lo scontro tra il Comune e Acqua Geraci. Il sindaco Bartolo Vienna...
CRONACA Finisce male per tre ladri in trasferta a Termini Imerese un altro tentativo di furto. Oltre a...
Cefalù
pubblicità
Per la tua pubblicità su laVoce web
[email protected] - 339 1347769
LaVoceweb
Copyrights 2008 © Gruppo editoriale laVoce srl | P. IVA 05699570825 | Presidente: Salvatore Culotta | Direttore responsabile: Paola Castiglia
Contatti redazione: [email protected] - 0921 422392 | Credits