LA CORTE DEI CONTI PROLUNGA LA TREGUA
Cefalù, ancora venti giorni
per scongiurare il dissesto
I giudici vogliono vedere tutte le carte
Venti giorni per evitare il dissesto. È questo l’ultimo paletto fissato dalla Corte dei conti prima di arrivare al default finanziario del Comune di Cefalù. La decisione della sezione di controllo della Corte segue la puntigliosa relazione del sindaco Rosario Lapunzina nell’adunanza del 14 novembre sulle misure di risanamento dei conti comunali.
La Corte ha preso atto, si suppone favorevolmente, delle attività promosse in sede consiliare e amministrativa. Nella sua ordinanza ne fa anche un elenco a cominciare dall’approvazione dei rendiconti della gestione 2008 e 2009 con la rideterminazione del risultato di amministrazione e dei residui, l’approvazione del rendiconto della gestione 2010 e del bilancio di previsione 2011. Fra i dati rappresentati da Lapunzina, e di cui la Corte ha preso atto, c’è la ricognizione dei debiti fuori bilancio al 31 agosto 2012 che ammontano a oltre 12 milioni.
Tutto questo rappresenta un grosso passo avanti. Ma per rimediare alla disastrosa eredità delle passate amministrazioni, a partire dalla prima giunta di Simona Vicari, la Corte dei conti vuole altro e di più. E per questo, oltre a concedere un tregua di venti giorni, chiede ben undici documenti e atti amministrativi tra cui la delibera del consiglio comunale, allegati compresi, sul rendiconto 2011; la certificazione sul patto di stabilità per gli esercizi 2010 e 2011; la situazione attuale di cassa e degli impegni di spesa; la ricognizione e quantificazione aggiornata dei debiti fuori bilancio (che continuano a crescere perché arrivano intanto nuove sentenze e atti ingiuntivi). La Corte apre poi un capitolo scottante: non solo vuole il quadro dettagliato di azioni esecutive e pignoramenti nei confronti del Comune ma vuole sapere anche cosa sta facendo il Comune nei confronti dei creditori. Chiede ancora la delibera di approvazione del bilancio di previsione 2012 e del bilancio pluriennale 2012-2014. Vuole infine essere in formata sul piano di dismissione dei beni comunali e sulle misure correttive adottate per superare le tante criticità emerse per ristabilire gli equilibri di bilancio. In particolare la Corte vuole sapere cosa sta facendo il Comune per contenere le spese (ormai ridotte all’osso) e per aumentare le entrate. Per aumento delle entrate si intende l’incremento di tariffe, Imu, tasse di occupazione di suolo pubblico e così via. Insomma, tutte quelle misure impopolari che la nuova giunta si trova costretta a imporre per colmare i buchi e i disastri degli anni allegri.
17.11.2012