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mercoledì, 02 novembre 2011 ore 16:32
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LA RAI CANCELLA LA FICTION SICILIANA

Agrodolce, titoli di coda
e fine delle trasmissioni

Si era capito già da tempo che per “Agrodolce” andavano ormai in onda i titoli di coda. Ma ora c’è anche il bollo di una comunicazione formale. La fiction di Rai3, che doveva rilanciare l’immagine della Sicilia, non andrà più onda. L’ha deciso la Rai che così ha inteso risolvere un grave pasticcio finanziario con la Regione di cui porta molte responsabilità.
Una lettera di viale Mazzini ha annunciato la drastica decisione all’assessore regionale al turismo Daniele Tranchina. L’azienda ha tanti di quei problemi che rinuncia a mandare in onda la seconda e la terza serie di “Agrodolce”. Ciò vuol dire che gli attori, i tecnici e le maestranze – 134 persone da marzo in cassa integrazione – non avranno alcun futuro. Si perderanno i 25 milioni dei fondi Fas destinati alla produzione della fiction, calerà mestamente il sipario su un progetto che con tanta enfasi era stato annunciato sotto la supervisione di Gianni Minoli.
Uno spreco bello e buono che arreca altro danno all'immagine della Sicilia e mette nel conto del crack anche i 10 milioni sborsati dalla Regione per le 230 puntate della prima serie. Da tanti segnali si era capito che la Rai non credeva più nella fiction, forse non ci ha mai creduto, e ritardava i pagamenti alla società di produzione Einstein che dopo avere registrato un bel po’ di puntate della seconda serie ha bloccato tutto. Sono così venuti al pettine tutti i nodi e, una volta tanto, non è la Regione ad avere provocato il blocco. La Regione ha chiesto che nei conti del programma si facesse un po' di chiarezza, visto che il suo impegno finanziario era cresciuto da 12,7 a 25 milioni mentre quello della Rai si era fermato a 20. In fondo si tratta di soldi pubblici. Il caso è nato quando la Rai ha chiesto alla Regione altri 2,5 milioni per la prima serie. E la Regione che ha fatto? Non si è più accontentata di fatture "onnicomprensive", ha chiesto giustamente il rendiconto delle spese. Voleva sapere come sono stati impiegati i soldi, come sono stati fissati i compensi, come sono stati gestiti i fondi. Fino a quando non avrà rendiconti dettagliati non scucirà altri soldi e per questo ha bloccato il pagamento dei 2,5 milioni chiesti dalla Rai.
A sua volta la Rai ha bloccato i pagamenti della produzione che si è fermata non avendo più avuto alcuna assicurazione sulla prosecuzione della fiction. Nella prima fase gli attori e le maestranze hanno organizzato proteste e manifestazioni in piazza a Palermo. E alla fine si è trovata la soluzione della cassa integrazione che almeno ha attenuato il disagio di artisti e tecnici bloccati dai contratti di esclusiva. Nessuno di loro ha potuto avere altri incarichi mentre restavano incerte le prospettive di una ripresa delle trasmissioni.
Ora il caso sembra avviato verso l’epilogo finale. “Agrodolce” chiude e non se ne parla più.
29.10.2011
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