LA RIUNIONE ROMANA AL MINISTERO
“Bene il piano per Termini”
I sindacati: giudizio sospeso
Usa toni quasi trionfalistici il ministro Paolo Romani alla fine dell’incontro sul futuro dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. E anche l’ad dell’advisor Invitalia, Domenico Arcuri, assicura che ci sono le condizioni per il riassorbimento di tutti i lavoratori. Ma i sindacati restano sempre più cauti: il giudizio è sospeso “perché i numeri che ci hanno dato non ci dicono nulla” dice Rocco Palombella segretario generale della Uilm. E anche il sindaco Totò Burrafato è freddo. Cautela sembra essere per tutti, eccetto che per il ministro, sembra essere la parola d’ordine condivisa. Il fatto è che non ci sono ancora chiarezze sul piano della Dr Motor, l’azienda di Massimo Di Risio che dovrebbe subentrare alla Fiat nello stabilimento a partire dal primo gennaio 2012.
“Prima vogliamo conoscere i dettagli”, dicono Fim, Fiom, Uilm, Ugl e Fismic, che hanno chiesto e ottenuto un incontro con l'imprenditore molisano, per il prossimo 5 ottobre. A Di Risio intendono chiedere prima di tutto garanzie occupazionali per tutti gli operai. E solo dopo il confronto con Dr Motor e con Invitalia, i sindacati potranno dire se il piano è convincente. Soltanto dopo, e questo passaggio viene sottolineato con forza, ci potrà essere un incontro con la Fiat per discutere sugli ammortizzatori sociali.
.”Il governo ha detto che loro, la Regione e Invitalia, tra i tanti progetti, hanno scelto Di Risio perché è l'unico in grado di produrre auto”, riferisce il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, il quale sottolinea però che prima di fare l'accordo con Di Risio occorre conoscere con precisione il piano e “se non ci saranno garanzie per tutti, compreso l'indotto, diremo che non va bene”. Ma c’è anche una parte delle critiche che riguardano proprio la Fiat. Per la Fiom, la “responsabilità della Fiat è trovare una soluzione, e fino ad allora non deve chiudere”.
Tra i punti della trattativa ci sono il Tfr, che per i sindacati non deve essere messo in discussione ma deve rimanere in capo a ogni singolo lavoratore e il destino dello stabilimento. Per la Uilm non deve essere ceduto a Di Risio finché l'ultimo lavoratore non verrà assunto”.
Da tutto questo si capisce che la situazione è rimasta quella che era prima dell’incontro. E l’unico passo avanti è il fatto che il Ministero ha optato definitivamente per il piano della Dr Motor.
Il ministro Romani fa invece professione di ottimismo e spiega che ora con i sindacati saranno verificate la composizione e l'anzianità dei lavoratori. I sindacati intanto incontreranno Di Risio. E subito dopo saranno definiti gli ammortizzatori sociali in accordo con Fiat e Dr e il ministero del Lavoro. Romani spiega che oggi i dipendenti di Fiat e delle aziende collegate sono in tutto 1.566 a cui si aggiungono circa 800 lavoratori tra indotto diretto e indiretto. “Di Risio da solo – assicura – ne assorbirà a regime (nel 2016) 1.312. La parte restante sarà assorbita dalle altre quattro aziende selezionate che entreranno nel futuro assetto di Termini Imerese.
A sentire Arcuri, nessuno alla fine resterebbe fuori. Avendo puntato sulla produzione di auto, l'indotto diretto continuerà a servire anche l'azienda che subentrerà al Lingotto. L’ad di Invitalia aggiunge che dei 1.566 operai attuali, “il 63% ha piu' di 50 anni e c'è una quota importante che ha 30 anni di anzianità contributiva”. Per cui - precisa - il numero dei lavoratori progressivamente diminuirà.
Neppure queste assicurazioni fanno cambiare idea al sindaco Torò Burrafato per il quale “resta sempre aperta la partita con la Fiat che non può pensare in alcun modo di andare via il 31 dicembre senza incentivare la mobilità e attivando quegli eventuali ammortizzatori sociali necessari a mettere in sicurezza tutti i lavoratori”.
“Il giudizio quindi è sospeso – conclude Burrafato – fintanto che non sarà vagliato il piano Dr dalle parti sociali”. E dunque anche il sindaco è sulla linea dei sindacati.
27.09.2011
Redazione