TENSIONE ALLA MANIFESTAZIONE
Il sindaco di Roma blocca
il corteo degli operai Fiat
Botta e risposta con Burrafato e Landini
Hanno viaggiato tutta la note su un treno speciale e in condizioni disumane. E all’arrivo il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, avrebbe voluto fermare gli operai della Fiat di Termini Imerese. "Protesta illegale e incivile" l'ha definita. È nata così una polemica con i lavoratori e con il sindaco di Termini, Totò Burrafato, mentre la polizia circondava i lavoratori e li ha spinti verso piazza Montecitorio.
È cominciata così la giornata di protesta organizzata dai sindacati in occasione del nuovo incontro al Ministero dello Sviluppo economico sul futuro dello stabilimento che il Lingotto dismetterà alla fine dell’anno. I 700 operai partiti ieri pomeriggio sono arrivati questa mattina presto a Roma. In piazza SS. Apostoli le forze di polizia, su richiesta di Alemanno, hanno creato un corridoio a destra e a sinistra e hanno dirottato il corteo verso via del Corso e Montecitorio. "Ci è stato riservato un trattamento mortificante. La polizia ci ha circondati e scortati", hanno riferito poi gli operai. Il viaggio, hanno raccontato altri, era stato molto disagiato. “C’erano zecche, pulci e i poggiatesta erano luridi”, hanno riferito. “Abbiamo viaggiato in condizioni davvero disumane”.
E questo è stato solo l’inizio. Subito dopo è esplosa la polemica con il sindaco Alemanno che ha fatto di tutto per impedire la manifestazione. “Ho telefonato – ha detto – a questore e prefetto per chiedere una reazione immediata per bloccare la manifestazione che ha mandato in tilt il traffico nel centro di Roma”. La posizione del sindaco ha sorpreso per la durezza e la rozzezza di una posizione che ha come obiettivo gli operai in lotta per difendere il posto di lavoro. “Non si può tollerare – ha infatti aggiunto – che una parte nevralgica della città come il centro venga completamente paralizzata causando danni e forti disagi ad altri lavoratori”. Strano che a porre il problema in termini così forti Alemanno pensi in questa circostanza: anche questo è il segno dello scarso peso politico assegnato al caso dello stabilimento siciliano, come hanno sottolineato gli operai. Ad Alemanno ha replicato per tutti il sindaco di Termini Imerese, Totò Burrafato, che è a Roma per partecipare nel pomeriggio all’incontro al Ministero. “È chiaro – secondo Burrafato – che Roma se ne frega del disagio e della sofferenza di Termini Imerese. Ma se Roma è capitale e sede dei Ministeri deve sopportare, oltre allo slogan Roma capitale, anche le nostre proteste e i cortei”. Polemica anche la risposta di Maurizio Landini, segretario generale della Fiom: "Alemanno dovrebbe preoccuparsi non di cosa fanno i lavoratori quando vengono a Roma, ma di cosa fa lui e il governo per i lavoratori. La sua preoccupazione dovrebbe nascere per ciò che fa il governo che sostiene''. E poi ha aggiunto: "Alemanno non è il governatore di Roma che non c'è più dal '43". ''È ossessionato da manifestazioni e cortei e invece dovrebbe occuparsi, almeno con la stessa solerzia, dei problemi della città", ha attacca il segretario generale della Cisl di Roma, Mario Bertone.
La manifestazione è proseguita. Nel pomeriggio i 700 lavoratori si sposteranno in corteo verso il Ministero dello sviluppo economico, in Via Molise. Il senso e gli obiettivi della protesta sono stati riassunti e rilanciati da Landini: “Quello che la Fiat sta facendo è sotto gli occhi di tutti: non ci sono investimenti. Il governo deve aprire gli occhi e svolgere un ruolo di garante. Siamo qui - ha aggiunto - per chiedere che Termini Imerese non cessi l'attività e che si trovi una soluzione per dare continuità ai 2.200 lavoratori. Termini Imerese è la più grande industria in Sicilia. La Fiat continua a dire di voler chiudere l'attività entro fine anno ma non può farlo senza prospettare soluzioni alternative. Il governo deve percgiò svolgere un ruolo per trovare le soluzioni”.
27.09.2011
Fausto Nicastro