LANDINI ATTACCA IL PIANO MARCHIONNE
Termini, la Fiom avverte la Fiat
“Senza alternative non chiude”
Senza una seria alternativa industriale la Fiat non può chiudere lo stabilimento di Termini Imerese. Da Siracusa, dove è intervenuto in un convegno su ambiente, legalità e sicurezza, il leader della Fiom Maurizio Landini lancia un avvertimento al Lingotto. E annuncia una mobilitazione del sindacato per fare diventare il caso di Termini una questione nazionale. Senza rinunciare ad attaccare Sergio Marchionne. “L’unico effetto che i Sicilia sta provocando il suo piano è la dismissione entro fine anno dello stabilimento. Ed è l’unico grande produttore in Europa che sta chiudendo degli stabilimenti. Trovo che non sia accettabile perché lui ha detto che in Italia si fanno tanti investimenti. In realtà non ne ha fatto neanche uno mentre è aumentata la cassa integrazione”.
Quindi l’impegno della Fiom che “non ha alcuna intenzione di permettere alla Fiat di smontare gli impianti per andare a produrre le auto da qualche altra parte, se prima, e dunque nei prossimi mesi che abbiamo davanti tra luglio e settembre, non diventa esplicita e chiara la possibilità concreta di un’alternativa occupazionale e industriale degna di questo nome”.
“Abbiamo forse già aspettato anche troppo. Il governo – aggiunge – ci ha anche raccontato che c’erano pronte tante soluzioni che avrebbero addirittura portato a incrementare l'occupazione, così che sarebbe stato quasi assai più utile chiudere lo stabilmento. Salvo poi scoprire che alcuni di questi imprenditori sono finiti nei guai con la giustizia, mentre altri non pagano gli stipendi. Non è accettabile che, anziché porsi il problema di come il Mezzogiorno possa recuperare i ritardi che ha, nel frattempo si possa assistere passivamente alla perdita di pezzi importanti dell’apparato industriale e produttivo”.
02.07.2011