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lunedì, 11 aprile 2011 ore 23:29
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NUOVI PROBEMI SUL DOPO FIAT A TERMINI IMERESE

I riflettori di Bankitalia
su una società di Cimino

Si addensano le nubi sul futuro industriale di Termini Imerese. Alla vigilia di un novo incontro romano con due delle aziende interessate, arriva la notizia di un’iniziativa di Bankitalia su una società del gruppo del finanziere Simone Cimino. Così si aprono altre crepe nel quadro delineato da Invitalia che aveva messo insieme sette proposte.
E subito dopo l’annuncio della definizione dell’accordo di programma quadro, è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata all’Unione europea Corrado Ciccolella, amministratore delegato dell’omonima società che avrebbe voluto realizzare un impianto florovivaistico in serre con pannelli fotovoltaici integrati con oltre 350 dipendenti. Poi il gruppo di Mario Rossignolo, che con il marchio De Tomaso proponeva una linea di produzione di auto di fascia alta, ha fatto sapere che il progetto sarebbe partito solo dopo l’erogazione dei fondi promessi dallo Stato e dalla Regione. E ora spuntano i problemi di Simone Cimino che aveva presentato un progetto per la produzione di auto elettriche.
Che cosa è accaduto? Bankitalia ha riscontrato “gravi irregolarità nell’amministrazione” e “violazioni normative” e perciò ha deciso il commissariamento di Cape Natixis sgr, una società di gestione del risparmio costituita otto anni fa dalla francese Natixis al 49 per cento e da Simone Cimino. E a Cimino, come scrive Livesicilia, fa capo l’altro 51 per cento tramite la Cape spa, “ossia Cimino&Associati private equity, con la quale il finanziere nel 2006 ha anche costituito con la Regione siciliana una sgr, la Cape Regione siciliana”. Quest’ultima società ha lo scopo di gestire un fondo chiuso capace di investire nel capitale di rischio di aziende che operano in Sicilia. Come si vede, il finanziere agrigentino ha costituito un complesso sistema di scatole cinesi nel quale si smarriscono le certezze sull’affidabilità dei progetti ora messa in ombra dal commissariamento di Cape Natixis sgr da parte della Banca d’Italia. Con motivazioni che a Termini Imerese suscitano grande apprensione proprio alla vigilia di un nuovo confronto romano. Per martedì 12 aprile è previsto l’incontro proprio con la Cape di Cimino chiamato a mettere le carte in tavola e precisare i dettagli del suo piano inserito nella short lista preparata da Invitalia.
Scontata la considerazione di Roberto Mastrosimone, segretario provinciale della Fiom, che critica il governo e la Regione per la facilità con cui hanno creduto di avere trovato la soluzione per Termini Imerese. Mastrosimone ricorda, tra l’altro, che il lavoro di selezione di Invitalia ha riguardato 24 proposte dalle quali ne ha ricavato sette. “E se queste erano le migliori non osiamo pensare cosa fossero le altre” ha concluso.
Cape Regione siciliana sgr, la società che vorrebbe avere un ruolo a Termini, ha subito rivendicato la “propria indipendenza gestionale da Cape Natixis sgr”, e si è detta “del tutto estranea al recente provvedimento cautelare di Banca d’Italia” che ha interessato la Cape Natixis sgr.
Saranno magari due vicende distinte ma l’intervento di Bankitalia accende un serio campanello d’allarme. A Termini Imerese le inquietudini crescono.
09.04.2011
Redazione
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