IL SEGRETARIO DELLA CISL GIUSTIFICA IL DISIMPEGNO
Bonanni: “Marchionne
non è un filantropo”
“Termini è lontana tanti chilometri”
Dopo avere aperto la strada degli accordi separati, ora il segretario della Cisl Raffaele Bonanni corre in soccorso di Marchionne. E giustifica così la scelta di chiudere lo stabilimento Fiat di Termini Imerese: “Marchionne non fa il filantropo, ma l’industriale. Va dove ottiene maggiori finanziamenti”. Se fosse il pensiero di un industriale si potrebbe in qualche modo capire. Ma a parlare è il capo di un grande sindacato che ha (dovrebbe avere) come obiettivo primario la difesa dell’occupazione e dei lavoratori. Nel pensiero di Bonanni c’è anche altro a giustificare la chiusura della produzione nel sito siciliano: “Non si potevano realizzare auto in una fabbrica lontana così tanti chilometri”. Poi, riprendendo Totò ma senza ironia, ha detto che l’esperienza di Termini Imerese “dimostra che non si può costruire a prescindere”.
Così comprese le ragioni di Marchionne, che fino a due anni fa firmava invece accordi per rilanciare lo stabilimento imerese, Bonanni ha espresso giudizi cauti sull’accordo di programma firmato l’altro giorno. “Certo – ha detto - sarebbe stato meglio che lo stabilimento fosse stato acquisito da un solo grande gruppo industriale, ma se la Fiat non ha ritenuto di investire per realizzare anche la componentistica a Termini Imerese perché dovrebbe farlo qualcun altro?”. Per il leader della Cisl l’accordo che prevede interventi pubblici per 450 miolioni è uno “strumento che può aiutare a riconvertire l’area industriale, fermo restando che i progetti dei privati andranno tutti valutati con molta attenzione”. Ma questo lo avevano già detto altri prima di Bonanni.
18.02.2011