SI ALLARGA IL FRONTE DELLA CULTURA CONTRARIO
La statua sul vecchio molo?
Altro no dall’archeologo Tullio
Dalla cultura arrivano altri no, e sono no pesanti, alla collocazione della pietra della memoria sul molo della marina vecchia di Cefalù. Dopo Vincenzo Consolo e Dacia Maraini una “vibrata protesta” viene dall’archeologo Amedeo Tullio, presidente siciliano di Italia Nostra e archeologo di elevato profilo che a Cefalù ha dedicato una parte importante delle sue ricerche e dei suoi studi. Due almeno vanno ricordati: quelli sulla necropoli ellenistica e il saggio in cui racconta la sua “Esperienze di archeologia medievale a Cefalù”.
Come Consolo anche il professor Tullio è cittadino onorario di Cefalù che da tempo è diventata il centro dei suoi interessi. Poco prima della seduta del Consiglio comunale dedicato appunto alla discussione sulla collocazione della statua di Ruggero a suo tempo commissionata all’artista Salvo Salvato, Tullio ha mandato una nota personale al sindaco, al presidente del consiglio comunale e a “quanti amano Cefalù”. E si coglie in questa allargata platea di interlocutori il desiderio di dare forza alla sua netta opposizione.
“L’iniziativa, in sé valida, abbisognava però – scrive – di una particolare attenzione e di un rispetto non meno attento per i ‘segni’ dell’antica città. Una delle mozioni vuole infatti la collocazione del monumento sul molo del porticciolo di Cefalù che è uno dei punti forti non solo del paesaggio generale, ma anche della configurazione dell’antico frourion (fortezza) costruito come dice Edrisi ‘sopra scogli contigui alla riva del mare’. La statua ne romperebbe l’equilibrio senza aggiungere nulla”.
Ma se non sul molo dove dovrebbe essere collocata la statua? “Più accettabile – per Tullio – l’altra ipotesi che vede la collocazione di questo monumento all’inizio del lungomare (a Piazza Cristoforo Colombo o nei pressi) dove la maggiore spazialità e la non concomitanza con ‘segni’ dell’antica città potrebbero forse (se la collocazione è felice e non solo ingombrante) costituire un elemento di richiamo ed un arricchimento non indifferente”.
Le ragioni della cultura in questa occasione si incrociano con quelli della politica. A opporsi alla scelta del molo, che tra l’altro è stato il set di una celebre scena di Nuovo Cinema Paradiso, è soprattutto il gruppo del Pd. Il suo capogruppo Rosario Lapunzina ha accompagnato la sua iniziativa politica interpellando esponenti della cultura e cittadini onorari di Cefalù perché “abbiamo visto tanta superficialità e approssimazione da parte degli amministratori e anche di qualche associazione locale che ha visto nella statua un’occasione per poter fare qualche iniziativa mettendosi in mostra”.
“La nostra – dice Lapunzina – non è ostilità verso il nuovo, ma è senso di responsabilità verso la nostra memoria: io stesso ho detto che non rifiuterei mai l’opera di artista emergente e che la statua ha un suo forte significato, quello di ricordarci il valore del nostro passato, ma che cercherei un luogo più idoneo. Ho proposto piazza Cristoforo Colombo, al centro della villetta di fronte la
caserma Botta: non mi pare di nasconderla o rifiutarla, anzi di proteggerla e, in più, il luogo mi sembra a cerniera fra centro storico e Cefalù nuova, vicino al mare...”.
“All’inizio – sottolinea Lapunzina – mi hanno quasi deriso, poi ora questa collocazione piace a molti, ma la testa durissima dell’artista e del gruppo che si è formato intorno non sta a sentire a nessuno: la vogliono sul molo”.
17.02.2011
Redazione