CONCLUSA L’ESPOSIZIONE AL MUSEO CIVICO
Termini, la Phiale in mostra
ha incantato tanti visitatori
Successo dei grandi numeri per la Phiale di Caltavuturo esposta per due settimane (dal 28 gennaio al 13 febbraio) al museo civico “Baldassarre Romano”. Il reperto archeologico, di origine ellenica, databile tra il IV e il III sec. a.C., è ora tornato stabilmente all’Antiquarium di Himera, dove è possibile visitarlo durante tutto l’anno.
Il piatto votivo, interamente d’oro, ha un diametro di 22,75 centimetri e pesa 982,40 grammi. È decorato a sbalzo, con la tecnica della punzonatura e della cesellatura. La decorazione consiste in quattro fasce concentriche: il cerchio interno è formato da una fila di faggine, mentre le altre fasce sono costituite da ghiande alternate a un delicato motivo di api e fiori di loto stilizzati. La fascia intorno al profondo omphalos centrale è decorata all’esterno con grappoli, foglie e tralci di vite.
La presenza della Phiale ha fatto registrare una quantità elevata di visitatori, ha precisato l’assessore alla cultura Angela Campagna. I numeri documentabili sono 1669, ma un numero fluttuante di presenze si può configurare intorno a circa 500 persone, che per svariati motivi non hanno apposto la propria firma nei registri. Cospicua è stata la presenza delle scuole che hanno partecipato in massa, a partire dalle primarie fino alle superiori. Anche le associazioni locali – dalla Fidapa ai Lions, da Politeia all’Archeoclub d’Italia, da Termini d’Arte al Rotary – hanno organizzato le visite per consentire ai soci la possibilità di ammirare la bellezza del reperto. Visitatori sono giunti da tutta la regione. Sia da Palermo e dai paesi del comprensorio, ma anche da Enna, Catania, Agrigento, Trapani, Siracusa. Turisti sono arrivati da Acicastello, Calascibetta, Castronovo di Sicilia, Collesano, Cefalù. Insomma, un vero successo per l’amministrazione comunale e per tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento: l’assessorato regionale ai Beni culturali e dell’identità siciliana, la Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, il Parco archeologico di Himera e delle aree archeologiche di Termini Imerese.
Ad accompagnare i visitatori si sono offerti Maria Teresa Marcellino e Aldo Bacino segretario dell’Archeoclub d’Italia. Soddisfatto il sindaco Totò Burrafato: “L’affluenza di visitatori al Museo Civico per vedere la Phiale di Caltavuturo dimostra quanto sia vivo l’interesse culturale dei termitani e dei siciliani in genere, tanto più se supportato da iniziative importanti come questa, volta a valorizzare un territorio, da troppo tempo rimasto appannaggio di una presenza industriale, considerata unico veicolo di sviluppo economico locale. Oggi constatiamo, pur senza rinnegare l’importanza del polo industriale imerese, che ci sono alternative possibili di sviluppo che vanno raccolte con entusiasmo”.
17.02.2011
Redazione