Termini, per il dopo Fiat
“obiettivo ridurre i tempi”
L’offerta Rossignolo ridà speranza agli operai
“Accorciare i tempi”. È questa la richiesta di tutte le parti in causa per definire il passaggio dello stabilimento Fiat di Termini Imerese alla De Tomaso, guidata da Gian Mario Rossignolo. Dopo l’intervento nei giorni scorsi del neoministro per lo Sviluppo economico, Paolo Romani, che aveva descritto il piano dell’imprenditore torinese come il più concreto e possibile, l’obiettivo è abbattere i tempi di attuazione del progetto per evitare di trovarsi impreparati, o peggio disimpegnati, per la data della sortita di Fiat, e cioè il 31 dicembre 2011.
Lo chiede il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, in una lettera aperta a Rossignolo, nella quale apprezza l’interessamento per la fabbrica, ma invita il patron della De Tomaso a fare in fretta: “Siamo pronti – ha scritto Burrafato – ad aprire le porte del Municipio per valutare i dettagli del piano industriale senza compromettere la riservatezza della trattativa con Invitalia, affinché Rossignolo possa convincerci che la sua offerta possa alleviare i danni determinati dalla chiusura dello stabilimento Fiat”.
Stesso invito arriva dai sindacati, Fiom in testa: “Abbiamo partecipato all’ultimo incontro a Roma con il ministero e Invitalia, il 22 settembre – ha dichiarato Giovanna Marano, segretaria Fiom Sicilia – ma siamo tornati con un pugno di mosche. Abbiamo sollecitato un’accelerazione, ma per ora tutto fermo”. Per quanto riguarda i prossimi passaggi, la Fiom accusa il ministro Romani di non aver ancora definito la data per il prossimo tavolo, nonostante fosse circolata la voce della possibilità per i primi giorni di dicembre: “Se vogliamo ripartire nel 2012 – chiude la Marano – si deve fare presto”.
Interessata all’evoluzione della situazione anche la Regione siciliana che ha già stanziato e accantonato un finanziamento di 350 milioni di euro per il rilancio di Termini Imerese e che ha l’interesse di definire quanto prima una destinazione certa a questa spesa, dopo il rifiuto di Fiat ad usufruire di questo ulteriore aiuto pubblico a condizione di non lasciare l'impianto siciliano.
Lo stesso Rossignolo ha dichiarato che, se si riesce a partire nel 2012, “si potrebbe proseguire l’attività nella stessa area e probabilmente senza esuberi”. “È in corso un iter – ha detto Rossignolo – anche istituzionale che coinvolge parti diverse. Il nostro impegno coincide con la nostra richiesta: accorciare i tempi”.
22.11.2010
Fausto Nicastro