La lettera che i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno indirizzato al sindaco, al presidente del consiglio ed ai consiglieri comunali di Cefalù è di quelle che, a mio giudizio, meritano attenzione.
Ciò, in particolare, se stendendo un velo su quello che, nei giorni scorsi, ho definito
fiume di sciocchezze nel quale la politica cefaludese, per circa sei anni, ha “confuso le acque” sul potabilizzatore, si voglia, finalmente e responsabilmente, far comprendere alla città tutta la fondamentale importanza, se non la assoluta necessità, che quell’impianto ha assunto, ed ha, per la normalità della sua stessa vita.
In tale prospettiva, alcuni passaggi della lettera dei sindacati, a mio giudizio, segnano la svolta decisiva in quell’atteggiamento di diffidenza ed in quel rapporto di sopportazione che, con il potabilizzatore, la città ha instaurato sin dalla sua entrata in funzione. Un atteggiamento ed un rapporto che, certamente, affondano nel malumore per il rincaro della bolletta idrica e per la cosiddetta “imbevibilità” dell’acqua ma che, altrettanto certamente, la politica cittadina non ha, sinora, avuto remora alcuna ad alimentare.
Anzi, senza tema di smentita, si può dire che, in questi anni, la politica cittadina, sul fuoco del malumore per il caro bollette, piuttosto che gettare l’acqua della ragione, ha versato la benzina della demagogia.
In tale prospettiva l’azione del sindacato può essere decisiva per far comprendere alla Città quanto la politica non è, ancora, riuscita a spiegare.
Ha ragione il sindacato : “Le notizie che abbiamo appreso dalla stampa circa la sospensione della potabilizzazione dell’acqua immessa in rete da parte della Sorgenti Presidiana sono allarmanti”. Ha ragione il sindacato: "Il mancato incasso da parte della Amministrazione comunale delle somme dovute dall’Aps per la potabilizzazione rappresenta un danno erariale per la comunità". Ha ragione il sindacato: “La mancata erogazione di acqua potabile rappresenta un grave problema oltre che per i cittadini anche per le attività economiche della città "
Ha ragione il sindacato : “La struttura ospedaliera non può fare a meno dell'acqua potabile”
Il sindacato ha ragione! Però, a mio giudizio,il sindacato ha, anche, un altro compito.
Proprio in quella prospettiva di fare cogliere alla città, tutta, l’importanza di un efficiente servizio di potabilizzazione che, con la lettera indirizzata alla politica, il sindacato ha spalancato agli occhi ed alla intelligenza dei cefaludesi.
Il compito di spiegare agli utenti del servizio idrico di Cefalù che la ragione per la quale
“siamo gravati da una tariffa fra le più alte della provincia di Palermo” è, proprio, in quella potabilizzazione di cui necessita l’acqua che, abbondantissima, Madre Natura ci fa scorrere sotto casa.
Una necessità che è, anche, un privilegio di cui, in provincia di Palermo, siamo gli unici a godere.