27.04.2009
Riccardo Gervasi
La cittadina normanna, Cefalù, un tempo città di Re Ruggero e poi nel corso del tempo divenuta meta turistica internazionale, oggi, a causa della miopia politica di certi dilettanti allo sbaraglio ma anche di spregiudicati politici che non mancano di sfruttare ogni occasione per costruirsi la propria “vetrinetta” dalla quale attingere voti, versa in uno stato d’abbandono totale. La mancanza di sensibilità in merito alla questione idrica – si pensi che il fatto nella provincia di Palermo è stato poco avvertito a differenza della provincia di Agrigento e di altre città d’Italia – ha spinto l’Amministrazione comunale cefaludese ad incamminarsi lungo un sentiero facile da percorrere, perché “pilatesco” cedendo ad altri un testimone scottante e di difficile gestione, ma nel medio e lungo periodo irto di non poche difficoltà, dovute sia ad una rete idrica obsoleta che alla mancanza in città di un ufficio tecnico ed amministrativo con tutte le conseguenze che la cosa può comportare. La privatizzazione della rete idrica e, pertanto, di un bene che appartiene alla collettività, l’acqua, apre a quel “mercimonio” votato unicamente al profitto dei pochi e a danno della società tutta. Sull’intera faccenda la “local-politik” ad oggi ha solo giocato, impegnata in ben altre questioni legate ai soliti interessi di “bottega” e non riuscendo, quindi, a trovare quel necessario margine di tempo per affrontare serenamente un dibattito proficuo sull’argomento. Anzi da parte di chi (dis)amministra è stato quasi gridato allo scandalo per il “Referendum” proposto dal Pd! Si è trattato di una manifestazione di protesta popolare con la quale si è voluto contrapporre all’attuale (dis)Amministrazione Guercio il termometro della piazza, di quella stessa piazza che nella primavera del 2007 condusse al soglio “pontificio” chi oggi siede sul più alto degli scranni della sala delle Capriate oggi ribattezzata delle “Cariatidi” per certa vetustà politica. Oltre 3000 NO alla cessione degli impianti idrici da parte del Comune all’Ato devono far riflettere, e non poco. E’ indispensabile una mobilitazione generale contro lo “scippo” che in tutti i modi si sta tentando di portare avanti a danno della comunità nell’indifferenza di una spenta politica cittadina unicamente ispirata ai soliti interessi che esulano dagli interessi cittadini. E’ questa un’Amministrazione inconcludente, bloccata alla primavera del 2007 non avendo ad oggi fatto alcunché di fattivo per la città; e ciò tanto in termini di recupero di quei debiti lasciati in eredità dalla precedente Amministrazione, quanto in termini di rilancio di un’economia in crisi. E’ questa un’Amministrazione in totale disfacimento, bloccata prima sulle scelte amministrative e poi da queste stesse e, probabilmente per questo, sempre in quella perenne crisi che la ha portata a cambiare ben 6 Assessori in meno di due anni. E’ questa un’Amministrazione che ben farebbe, proprio per una questione di “decoro” della città ma anche per una questione di “igiene pubblica”, a rassegnare le proprie dimissioni togliendo il disturbo e risparmiandoci uno spettacolo teatrale gestito, pur sempre, dal solito “regista occulto” dall’alto di certe segreterie.