MARCHIONNE CHIUDE LA TRATATIVA
Fatto l’accordo Fiat-Chrysler
parte la richiesta di garanzie
I sindacati vogliono impegni per il futuro
Tra Fiat e Chrysler l’accordo è fatto. L’annuncio arriva nel giorno in cui a Roma si discute del futuro ancora incerto degli stabilimenti italiani del gruppo tra cui quello di Termini Imerese. E anzi durante l’incontro non sono mancate le preoccupazioni espresse dai sindacati e dai governatori che chiedono garanzie e un vero tavolo negoziale sulla crisi dell’auto. Chiesta anche la partecipazione del governo e della Fiat.
La proposta è stata avanzata unitariamente da Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil e Fismic nell’incontro con i presidenti delle regioni interessate ed è stata rilanciata dagli stessi governatori. Erano presenti Mercedes Bresso (Piemonte), Antonio Bassolino (Campania), Gian Mario Spacca (Marche) e Vito De Filippo (Basilicata). Mancava il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, che per questo è stato criticato da Giovanna Marano della Cgil siciliana. “Ero impegnato – ha replicato Lombardo – nei lavori d’aula per l’approvazione della finanziaria nell’ultimo giorno utile”.
Dai sindacati e dai governatori sono stati espressi giudizi fortemente critici nei confronti del governo per l’assenza di una politica industriale a livello nazionale.
I sindacati chiedono che sia confermato l’impegno a non licenziare e a non chiudere o ridimensionare gli stabilimenti dopo l’accordo con la Chrysler. E accusano il governo di essere intervenuto con ritardo sul versante degli incentivi a differenza di quanto invece hanno fatto gli altri paesi.
Il segretario della Fiom, Enzo Masini, ha sottolineato nella sua relazione la necessità che venga avviato un confronto 'serio e costruttivo. E ha aggiunto: “Dalle scelte che saranno fatte ora si determina come andrà affrontata la crisi e come se ne uscirà”.
I sindacati sono uniti nella richiesta di strumenti per il sostegno al reddito dei lavoratori con il
raddoppio della durata della cassa ordinaria e con l’estensione ai precari degli ammortizzatori sociali. Sollecitano anche investimenti nella ricerca sulle tecnologie a basso impatto ambientale.
L’accordo tra Chrysler e Fiat, annunciato dallo stesso Obama, prevede la cessione accelerata di tutti i beni di Chrysler a una newco. La Fiat invece trasferirà miliardi di dollari e tecnologie d’avanguardia. In pratica per la casa americana si va verso una bancarotta controllata con una procedura che consentirà alla Fiat di acquisire una quota del 20 per cento.
Il contributo italiano consisterà nella cessione di licenze da Fiat a Chrysler, nella prestazione continuativa di servizi di management e distribuzione di veicoli Chrysler utilizzando la rete commerciale Fiat in paesi dove la presenza di Detroit è attualmente limitata.
Il Lingotto non potrà diventare l'azionista di maggioranza finché i prestiti del governo americano non saranno completamente restituiti. La casa torinese sceglierà tre membri del board al governo mentre Chrysler ne avrà sei.
Il governo americano sosterrà tutta l’perazione con un ragguardevole impegno finanziario.
30.04.2009
Redazione