Qualche giorno addietro, nella sede dell’Assessorato Regionale al Turismo di Palermo si è tenuto un incontro tra rappresentanti del comune di Cefalù, Enzo Cesare presidente del Comitato “Cefalù quale ferrovia”, funzionari regionali e rappresentanti di Rete Ferroviaria Italiana.
Al termine dell’incontro, il sindaco di Cefalù, dott. Guercio, dopo avere espresso la sua soddisfazione per l’esito dello stesso, ha parlato della necessità “di aggiustamenti progettuali per adeguare alle nuove normative il progetto definitivo della tratta Cefalù-Castelbuono”.
Al riguardo, alcune “cose” non tornano. A mio giudizio, ovviamente.
La prima.
Se la tratta abbisogna di “aggiustamenti progettuali” significa che la stessa non è “immediatamente cantierabile” come, sino a pochi giorni prima dell’incontro, ci era stato dato a sapere da autorevoli fonti quali il senatore Lumia, l’on. Musotto ed Enzo Cesare.
La seconda.
Se “aggiustamenti progettuali di adeguamento” non sono stati necessari per la tratta Fiumetorto-Cefalùla ragione, a mio giudizio, è nel fatto che le “nuove normative”, non meglio precisate e definite nel comunicato del sindaco di Cefalù cui va riconosciuto il merito di essere stato il solo a parlarne, non riguardano le caratteristiche ed i parametri tecnici della strada ferrata in sé e cioè raggi di curvatura e livellette della linea, dimensioni delle gallerie, etc.
Infatti, sempre a mio giudizio, sarebbe da escludere, per un verso, che la tratta già appaltata fosse stata già adeguata a normative che per essere “nuove” dovrebbero essere sopravvenute alla elaborazione dei relativi progetti esecutivi e, per altro verso, che le due tratte contigue, Fiumetorto-Ogliastrillo e Ogliastrillo-Castelbuono, potranno essere realizzate con caratteristiche e parametri tecnici diversi.
E se gli aggiustamenti progettuali non dovessero riguardare la tratta in sé cos’altro potrebbero riguardare se non la fermata “metropolitana” di Cefalù che, della tratta Ogliastrillo-Castelbuono, è l’infrastruttura più importante e, nel contempo, quella più “delicata” dal punto di vista progettuale e realizzativo ?
Una fermata che, ferme restando le previsioni del progetto definitivo su cui il Consiglio Comunale di Cefalù ha espresso il parere di competenza il 15 luglio 2003, per essere raggiunta dai viaggiatori li costringerà ad intraprendere un lungo ed articolato percorso, prevalentemente, sotto terra : in tunnel.
Da quella che, nella attuale stazione, è la banchina sotto la pensilina, i viaggiatori per prendere il treno, dopo avere percorso, a piedi ed all’aria aperta, circa 130 metri imboccheranno un tunnel, lungo all’incirca 170 metri che su tapis roulants li farà arrivare ad altro tunnel, cosiddetto “mezzanino”, dal quale attraverso sei rampe di scale mobili, anch’esse, ovviamente ancora in tunnel, scenderanno al piano del ferro.
Una fermata che, ferme restando le previsioni dell’ulteriore progetto definitivo del luglio 2005, avrà le vie di fuga in caso di emergenza costituite, lato est, da una scala con diciotto rampe a salire, come un edificio a dieci piani, e l’altra da un tunnel con uscita dalle parti dello Spinito.
Come ben si comprende, ferme restando le previsioni dell’ultimo progetto definitivo, nel sottosuolo, notoriamente ricchissimo d’acqua, delle pendici basse del S.Elia, altrettanto notoriamente disseminate di edifici privati e pubblici, dovrebbe essere realizzata una autentica “gruviera”.
Dopo il comunicato del sindaco Guercio, alcune domande mi sono venute spontanee :
Che le “nuove norme” di cui ha Egli ha detto, evidentemente perché così Gli è stato detto, riguardino le condizioni di sicurezza in fase di realizzazione della “gruviera” ed in fase di esercizio della fermata ?
Che si voglia far passare per “adeguamento alle nuove norme” un ripensamento complessivo sulla fermata “metropolitana” di Cefalù ?
Che dietro le “nuove norme” vi siano ragioni tecnico-realizzative ed economico-gestionali che riporteranno la fermata di Cefalù ad Ogliastrillo ?
Stando al comunicato del sindaco Guercio a settembre 2009 dovremmo saperne di più.
Chi vivrà saprà !
Coraggio, nel “balletto” della stazione-fermata di Cefalù e del raddoppio della tratta ferroviaria Cefalù-Castelbuono, iniziato nel 1978, cioè “appena” trentuno anni addietro, cinque mesi non sono che un attimo.