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20.03.2009
Saro Di Paola
È passato oltre un mese da quando, il 14 febbraio scorso, l’acqua fuoruscita dalla canala della condotta fognaria pubblica ha provocato lo smottamento dell’intero corpo della via del faro, in corrispondenza della curva “ra Matr’a Lumi”. Dopo il tempestivo sopralluogo dei responsabili della Protezione Civile Regionale e dopo l’annuncio da parte del sindaco dott. Guercio dello stanziamento da parte della Regione di 250.000 euro, nessun’altra notizia è stata, più, data alla cittadinanza. Ad oggi nulla sappiamo sull’inizio dei lavori e, meno che meno, sulla durata e sulla ultimazione degli stessi. Intanto, la strada rimane chiusa alla circolazione. Alla ordinaria caoticità della circolazione veicolare, all’incrocio dell’Ospedale vecchio, lungo la via Matteotti e lungo i due principali assi viari del centro storico si è aggiunta quella straordinaria che viene provocata da quei veicoli che non possono percorrere la via del faro per raggiungere “u vasciu”, la zona portuale, le attività e gli esercizi commerciali che ricadono in tutto il vastissimo ambito normalmente servito dalla strada del faro. Per tante attività e per tanti esercizi commerciali, oltre ai notevoli disagi del percorso, i danni economici. Danni, altrettanto notevoli, che si aggiungono a quelli, già notevoli, della attuale congiuntura. Disagi e danni che saranno certamente più gravi e più difficili da sopportare nella incipienza e con l’inoltrarsi della bella stagione. Ammesso che i lavori inizino il prossimo lunedì 23 marzo, a mio giudizio, è assai probabile che la via del faro resti chiusa per le prossime festività di Pasqua, di Pasquetta, del 25 aprile e del primo maggio. Le conseguenze, in termini di caoticità per tutti, in termini di danni economici per i titolari di tanti esercizi commerciali ed in termini di danni all’immagine di Cefalù, sono facilmente immaginabili. Se, poi, l’inizio dei lavori dovesse essere, ulteriormente, protratto, le conseguenze potrebbero essere, addirittura, disastrose. Intanto, tutto tace ! Ed, invece, sarebbe già stato, e sarebbe ancora, doveroso che qualcuno ( ma chi ?) ci avesse dato, e ci desse, certezze sulla elaborazione del progetto, sull’avvenuto finanziamento dell’opera, sull’affidamento dei lavori e sui tempi tecnici previsti per l’esecuzione, quantomeno, di quelli minimi necessari per rendere percorribile la strada. Ne sarebbe stato, e ne sarebbe, già il tempo ! Anzi, siamo già fuori tempo massimo !
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