PER LAPUNZINA ANCHE OBBLIGO DI FIRMA
Abuso dell'auto di servizio,
indagato il sindaco di Cefalù
Il sindaco Pd di Cefalù, Rosario Lapunzina, è indagato per omissione di atti d'ufficio e peculato. Il gip del tribunale di Termini Imerese gli ha imposto anche l'obbligo quotidiano di firma presso gli uffici di polizia da cui è partita l'indagine. A darne notizia è stato lo stesso Lapunzina per un "atto doveroso nei riguardi dei cittadini e dell'opinione pubblica in generale".
Due i filoni di indagine seguiti dagli agenti del commissariato diretto da Manfredi Borsellino. Uno riguarda la posizione di un vigile urbano, anch'egli indagato, che avrebbe incamerato gli incassi dei parchimetri poi spesi nel gioco. Il caso è stato scoperto in seguito ai controlli interni e il vigile si è affrettato a restituire le somme al Comune. Ora al sindaco viene contestato di "non avere assunto iniziative nei confronti del dipendente". Ma su questo punto lo stesso gip non ha ritenuto di adottare alcun provvedimento cautelare perché non sussistono "gravi indizi di colpevolezza".
L'altro filone d'accusa riguarda l'uso, secondo il gip improprio, dell'auto comunale. Si tratta di una Panda, che il sindaco a volte guidava personalmente, per i suoi spostamenti di servizio e anche per le emergenze dei servizi cittadini. Pare che qualcuno abbia seguito i movimenti di Lapunzina e li abbia poi segnalati alla polizia. Ma si tratta di stabilire se l'auto sia stata usata per ragioni private o se, come sostiene il sindaco, per esigenze di servizio. Secondo la polizia, la Panda sarebbe stata usata anche per viaggi e sarebbe stata parcheggiata davanti all'abitazione del sindaco esercitando di fatto un "potere corrispondente a quello del legittimo proprietario".
"Sono perfettamente consapevole - dice Lapunzina - del fatto che un amministratore pubblico è, più di ogni altro, soggetto all'azione di accertamento da parte della magistratura alla quale con assoluta serenità, velata da un pizzico di amarezza, sono pronto a fornire ogni contributo idoneo ad accertare la verità e a dimostrare la linearità della mia condotta".
06.10.2017
la Redazione