MINACCIATA LA SOSPENSIONE DELLA MANIFESTAZIONE
La ‘Ntinna a mari diventa
un caso di confusa protesta
Gli operatori turistici e commerciali sono in difficoltà. E qualcuno coltiva l’idea di fare saltare la ‘Ntinna a mari, una delle manifestazioni più partecipate e sentite della festa del Salvatore. L’obiettivo è di lanciare un messaggio ma il senso della protesta resta molto confuso. Esprime un disagio di cui solo una cosa è chiara: è legato alla crisi del commercio aggravata da alcune recenti misure di polizia sull’occupazione di suolo pubblico demaniale. Le motivazioni, secondo quanto si intuisce, nascono invece in un contesto politico. Ma la ‘Ntinna a mari che c’entra? L’inchiesta sull’occupazione di suolo pubblico non è legata, una volta tanto, a iniziative e provvedimenti della politica, tutt’al più a decisioni della burocrazia.
Tutto nasce da una nota dell’'associazione che gestisce e organizza la manifestazione la quale esprime “piena solidarietà a tutti gli imprenditori cefaludesi che vivono oggi una difficile situazione, destinata a peggiorare qualora non venisse trovata rapidamente una soluzione”.
“È sotto gli occhi di tutti, infatti, lo stato di incertezza in cui si vive ormai da anni, aggravato dalla mancanza di idee risolutive e dall'assenteismo politico. I fatti di qualche giorno fa ne sono un'eclatante testimonianza”. I fatti di qualche giorno fa sarebbe l’ordine della magistratura di sgombero dei tavoli e degli ombrelloni dei ristoranti in un tratto del lungomare: il provvedimento ipotizza un abuso, i ristoratori sono stati denunciati perché non avevano avuto in tempo la concessione da parte del demanio. Tutto questo, secondo i promotori della protesta, sarebbe espressione dello “stato di desolazione e di smarrimento in cui vaga la città e, ancora di più, camminare per un lungomare vuoto e tristemente abbandonato, proprio adesso che i giorni di festa sono alle porte, e si faceva forte da parte delle singole attività commerciali la speranza di recuperare le risorse necessarie”.
“Per questo – si legge ancora nella nota – la nostra associazione, in considerazione del progressivo e repentino decadimento dell'immagine di Cefalù e della paura che moltissimi nutrono a causa dell'indecisione sulle scelte da seguire nel prossimo futuro, sta valutando l'idea di non svolgere la 233^ edizione della 'Ntinna a mari, come segno di protesta verso chi continua a paventare la distruzione della fama della città ruggeriana”.
Sul caso è intervenuto anche il sindaco Rosario Lapunzina: “Pur comprendendo l'intento, che è quello di esprimere solidarietà ad una categoria oggi in difficoltà, ritengo non condivisibile l'ipotesi di non disputare la 233ma edizione della 'Ntinna a mari. Penso che questa manifestazione, nella sua ultracentenaria storia, abbia convissuto con momenti assai più tristi dell'attuale. Cionondimeno si è svolta, per la sua connotazione di manifestazione quasi religiosa, in cui un profondo spirito di devozione lega tutti i partecipanti, concorrenti e non, all'immagine di Gesù Salvatore, cui ciascuno rivolge i propri auspici, per ottenerne il Paterno aiuto”.
“Far saltare la 'Ntinna a mari è per tale motivo – aggiunge il sindaco – una forma di protesta assai impropria, che nulla rischia di determinare, oltretutto, in una vicenda dove non sono le decisioni della politica a doversi esprimere. Faccio appello, pertanto, all'associazione 'Ntinna a mari, affinché la città non venga privata che di un momento magico, che lega sportività a fede. Innalziamo a Gesù Salvatore le nostre preghiere, disputando la 'Ntinna a mari”.
31.07.2015