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venerdì, 08 maggio 2015 ore 11:40
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NON AVEVANO RITROVATO LA VIA DI RITORNO

Tre turisti svizzeri dispersi
e ritrovati a Gibilmanna

L’allarme è durato meno di tre ore. Alla fine gli uomini del corpo nazionale soccorso alpino e speleologico hanno ritrovato tre turisti svizzeri che si erano smarriti a sud di Pizzo Sant'Angelo, la montagna che domina Gibilmanna. Erano in buone condizioni di salute.
A dare l'allarme, poco dopo le 18, era stato il titolare della struttura ricettiva dove i tre, un uomo e due donne sessantenni, alloggiano. Stamattina erano partiti per un'escursione. Probabilmente hanno sottovalutato le distanze e la difficoltà del percorso e perciò la comitiva aveva perso l'orientamento ma era riuscita a comunicare con l'albergatore che, a sua volta, aveva chiamato il numero di reperibilità del Soccorso alpino.
“Ancora una volta - sottolinea Giorgio Bisagna, presidente regionale del Soccorso alpino - lanciamo un appello agli escursionisti perché adottino tutte le precauzioni che impone la frequentazione della montagna rivolgendosi a guide esperte o, se si decide di muoversi da soli, comunicando i propri spostamenti ai familiari o agli albergatori, documentandosi bene sugli itinerari che spesso non sono segnati e tabellati in maniera sufficientemente chiara”.
Domenica scorsa i tecnici del Cnsas della stazione di Palermo erano stati impegnati nella stessa zona per soccorrere un turista tedesco di 67 anni rimasto ferito durante un'escursione lungo il sentiero numero 12 che collega Gratteri a Isnello, a quota 1.100 metri. Intorno alle 15 l'escursionista, che stava percorrendo il sentiero insieme alla moglie, era scivolato procurandosi una frattura al malleolo sinistro. L'uomo era riuscito a mettersi in contatto con i carabinieri che, a loro volta, avevano allertato e il 118. Sul posto erano intervenuti 13 tecnici del soccorso alpino della stazione di Palermo, tra cui due medici, che avevano raggiunto il ferito, gli avevano steccato la gamba e caricato su una speciale barella che viene utilizzata per muoversi in ambiente impervio. Poi lo avevano calato giù da un costone roccioso di oltre 100 metri di altitudine, per una distanza di circa 2 chilometri, portandolo fin sulla strada provinciale 28 dove era stato preso in carico dal personale del 118 per essere trasferito all'ospedale di Cefalù.
05.05.2015

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