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domenica, 19 luglio 2009 ore 15:22
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DOCUMENTI CRITICO SULLE BANCHE

L’allarme dei sindacati
per la stretta creditizia

Le piccole e medie imprese siciliane rischiano di morire asfissiate a causa della stretta creditizia imposta dalle banche. Con “drammatiche ricadute sul tessuto economico e sociale” della regione, denunciano Cgil, Cisl e Uil che ne hanno discusso nella sede della Cisl Sicilia. I sindacati hanno lanciato l’idea di un duplice fondo “di garanzia e per la partecipazione, anche in forza dell’intervento strutturale Ue, al capitale di rischio delle Pmi”. Destinatarie dell’operazione, secondo Beppe Citarrella (Cgil), Daniela De Luca (Cisl) ed Ester Vitale (Uil), dovrebbero essere le “imprese che, anche se in temporanea difficoltà, siano in regola con le vigenti normative su legalità e sicurezza e impegnate - precisano i confederali - a investire in innovazione o fonti energetiche rinnovabili, a mantenere o accrescere i livelli occupazionali e, almeno per la durata dell’aiuto, a non delocalizzare”.
Cgil Cisl e Uil puntano l’indice contro la strozzatura creditizia dell’economia dell’Isola, caratterizzata da “fragilità del tessuto economico e sociale, sottodimensionamento e sottocapitalizzazione delle imprese locali, mancanza di fiducia e prospettiva delle famiglie, in percentuale altissima sotto la soglia di povertà”. Per questo, sostengono, “sono forti le responsabilità dei governi, a tutti i livelli, sia nazionale che regionale”. E forte è la responsabilità degli istituti di credito, i cui centri decisionali, in questi anni, si sono allontanati dall’Isola. Così, a scelte di sensibilità sociale e per lo sviluppo del territorio, le banche, contestano Citarrella, De Luca e Vitale, privilegiano il risultato di bilancio e politiche che basino le decisioni aziendali, di mercato e organizzative, sul taglio dei costi e l’obiettivo di profitti a breve. Da qui la duplice richiesta, di una politica bancaria di “tolleranza” verso i clienti in difficoltà, che anteponga il “recupero bonario delle esposizioni debitorie alle azioni di recupero coattivo”. E, riguardo ai mutui, per la “attuazione piena” della normativa Bersani, sulla portabilità.
A proposito di mutui, preoccupa i confederali anche la crescente esposizione debitoria delle famiglie siciliane che, nel periodo 2002/2008, hanno fatto ricorso ai prestiti al consumo, per il 150 per cento in più. Anche per questo, Cgil, Cisl e Uil chiedono a palazzo d’Orleans la costituzione di un “fondo unico per le povertà” che operi per obiettivi e sui criteri messi a fuoco assieme da istituzioni e forze sociali rappresentative.
13.07.2009
Redazione
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