TRA FORNITURE RIDOTTE E MINACCE DI CHIUSURA
Cefalù, scatta l’allarme:
«È emergenza idrica»
L’allarme è stato lanciato dal sindaco Rosario Lapunzina dal suo profilo su Facebook: “Siamo in emergenza idrica”. In precedenza aveva anche avvertito che la città è totalmente o quasi dipendente dall’impianto di potabilizzazione e le stesse capacità del Comune di intervenire per una soluzione sono frenate da una situazione paradossale: gli impianti sono stati ceduti nel 2009 a Aps (Acque potabili siciliane) che dopo il fallimento non è in grado di assicurare la continuità del servizio. Il problema è appesantito dalla vetustà della rete idrica dove l’acqua si perde copiosamente oppure viene inquinata e non è quindi utilizzabile per gli usi potabili. E ora è arrivata anche l'interruzione, causata da un guasto, dell'approvvigionamento dalla sorgente Favara.
L’ultimo tentativo disperato di trovare una via d’uscita, in un momento in cui incalza la stagione turistica, è stato mette in pratica da Lapunzina in questi giorni. E oggi sembrava avere raggiunto un risultato con la decisione del commissario della Provincia, Domenico Tucci, di chiedere alla Sorgenti Presidiana di contribuire a evitare l'interruzione di pubblico servizio, utilizzando l'impianto al massimo della potenzialità (quattro linee). “Ebbene – sottolinea il sindaco – nonostante ciò Sorgenti Presidiana, che lamenta il pagamento delle fatture dal cinque febbraio a oggi, ha fatto sapere che produrrà 8500 metri cubi al giorno per sette giorni e successivamente fermerà l'impianto”.
Quindi non solo la quantità d’acqua immessa in rete non subirà incrementi ma fra qualche giorno l’impianto si fermerà. Comprensibili le rivendicazioni economiche ma il Comune e la città sono da considerare le vittime, non certo le controparti, di una scelta (la cessione degli impianti) non solo sbagliata ma perfino dannosa.
La ricerca delle responsabilità va ora posta in secondo piano rispetto all’urgenza di una soluzione alla quale tutti sono chiamati a contribuire responsabilmente. Ogni forma di chiusura o addirittura la minaccia di lasciare a secco la città non costituiscono però un segnale positivo.
08.06.2014