SCAMBIO DI MESSAGGI ANNUNCIA FRATTURE
Sindaci contro, Burrafato
attacca e Lapunzina risponde
Il sindaco di Cefalù contro il sindaco di Termini Imerese. O viceversa. La polemica non è di poco conto dato che Rosario Lapunzina e Totò Burrafato, da percorsi diversi, si trovano a essere sostenuti dallo stesso partito, il Pd. Ma non è la collocazione a dividerli quanto il modo di interpretare e tutelare gli interessi della propria città
Da quando le scelte del governo regionale e di quello nazionale hanno delineato, sulla sanità e sulla amministrazione della giustizia, un dualismo tra le due città i rapporti tra Lapunzina e Burrafato non sono stati eccellenti come una volta. Il segno di una diversa valutazione sui temi del governo del territorio era già venuto in occasione dell’approvazione della legge che abolisce le province e istituisce i liberi consorzi tra i comuni. Burrafato aveva subito annunciato il distacco dalla città metropolitana di Palermo e la volontà di costituire un consorzio tra i comuni dell’area termitana e madonita. Il progetto non espresso era probabilmente quello di attribuire a Termini un ruolo di capofila. Ma poi erano arrivate le parole cautamente problematiche (un dissenso in punta di piedi) di Lapunzina il quale aveva sottolineato che il consorzio non si poteva costituire, all’interno del perimetro indicato, perché la popolazione residente non raggiungeva il tetto minimo previsto dalla legge.
Il caso sembrava chiuso lì. Invece il dualismo si è ripresentato proprio ieri quando, a un incontro con i sindaci della città a rete Termini-Madonie al quale non è intervenuto Burrafato impegnato nella campagna elettorale, Lapunzina ha ricordato che Cefalù è stata soppressa come sezione staccata e accorpata al tribunale termitano. E non ha potuto usufruire di una deroga quinquennale perché Termini non ha rappresentato alcuna difficoltà alla modifica della geografia giudiziaria. Solo in quel caso Cefalù avrebbe avuto almeno altri cinque anni di vita.
Non si sa se questo intervento, “neutro” nella forma, di Lapunzina abbia riacceso il fuoco che covava sotto la cenere. Fatto sta che stamattina Burrafato ha mandato un sms al collega di Cefalù. Poche parole ma molto evocative: “Spera che non vinca le elezioni!!!”. I tre punti esclamativi erano nel testo.
Poteva restare un confronto privato, per quanto forte e vibrante. Lapunzina ha scelto di renderlo pubblico insieme con un commento glaciale: “Francamente, mi auguro che si sia sbagliato nel comporre il numero di telefono del destinatario, e che il messaggio fosse in realtà rivolto a qualche avversario politico, della odierna competizione elettorale. Se così non fosse, sarebbe un comportamento poco gradevole, forse imputabile allo stress che la vicenda elettorale certamente produce”.
E poi ha aggiunto: “Io, viceversa, voglio pubblicamente augurarmi che il sindaco Burrafato, oltretutto sostenuto dal partito in cui milito, possa essere riconfermato. Ciò, comunque, nella assoluta certezza che nessuna scelta che democraticamente faranno gli elettori di quella città potrà avere riflessi sul diritto che ha Cefalù di tutelare il proprio ruolo, e non essere considerata un territorio su cui qualcuno possa ritenersi legittimato ad estendere la propria leadership, in relazione a costituendi consorzi di comuni o alle diverse aggregazioni sovraccomunali”.
Tutto finito? Per ora sembra di sì a meno di nuovi messaggi e di altre repliche. Il fatto incontestabile è che due sindaci dello stesso schieramento non la pensano allo stesso modo sul governo del territorio e sulla gestione di problemi comuni. E non è cosa da poco.
14.05.2014