DISATTESA UNA MOZIONE PER IL RINVIO
Ai privati l’acqua di Cefalù
Impianti consegnati all’Aps
Ma il sindaco di Termini Imerese dice no
Sulla privatizzazione dell’acqua Cefalù e Termini Imerese stanno seguendo due strade diverse. Cefalù ha passato la mano ai privati, Termini Imerese invece ha bloccato per ora la consegna degli impianti. Tutto accade nello stesso giorno. Il primo a muovere il passo della dismissione è stato il sindaco Pippo Guercio che aveva già annunciato in consiglio la decisione di trasferire il servizio idrico ad Acque potabili siciliane. E così poi ha fatto, malgrado il parere contrario di 3200 cittadini convocati con il referendum del Pd e il giudizio critico di quasi tutti i consiglieri comunali. Bisognava pensarci prima, ha ribattuto Guercio, magari quando la città era governata da un’altra amministrazione.
Il sindaco di Termini Imerese, Enzo Giunta, ha invece bloccato la consegna degli impianti perché chiede che vengano fornite prima ampie assicurazioni sulla posizione di alcuni lavoratori dipendenti da una cooperativa e sulla prosecuzione del rapporto di lavoro con quelli a tempo indeterminato. La decisione del sindaco contrasta con l'orientamento espresso tempo fa dal consiglio comunale che, al contrario di quello di Cefalù, si è espresso per la consegna. “Ma non basta un ordine del giorno. E comunque la consegna non può avvenire senza le dovute garanzie”, dice alla Voce il sindaco Giunta.
Con quello di Cefalù sono 47 su 82 i comuni della provincia di Palermo che hanno affidato ai privati la gestione del servizio idrico. La richiesta di una sospensione della consegna teneva conto del fatto che nessun rischio di commissariamento è previsto per i comuni che non cederanno gli impianti prima del verdetto del Tar del Lazio, chiamato a decidere sulla legittimità dell’obbligo di cessione previsto da una legge del 2008. Anche l’Assemblea regionale siciliana ha deciso di tenere conto di come l’applicazione delle normative di settore “non riesca a garantire la qualità e la economicità dei servizi e quindi a tutelare i cittadini, bensì contribuisce a far lievitare il costo della spesa quotidiana nelle famiglie siciliane e far arricchire i titolari di società private”.
Tutto questo, ha replicato il sindaco, non consente allo stato di trovare una soluzione adeguata a un problema che rischia di sfuggire al controllo dell’amministrazione comunale. Secondo Guercio la mancata consegna comporta comunque responsabilità di cui la giunta non si può fare carico.
28.04.2009
Redazione