17.06.2011
Roberto Della Seta
Il governo prenda atto dei risultati dei referendum sull'acqua, e tolga dal decreto sviluppo la norma che istituisce un'Agenzia per i servizi idrici nominata dall'esecutivo. Dopo il voto con cui 25 milioni di italiani hanno detto che va salvaguardato il carattere pubblico del servizio idrico, che l'acqua è un bene comune e non una merce, è bene che governo e maggioranza rispettino questa volontà così largamente maggioritaria. Ciò che serve ora è un intervento organico che riorganizzi la gestione dei servizi idrici in accordo con le ragioni referendarie, mentre l'agenzia prevista nel decreto sviluppo, un organismo di fatto emanazione del governo, sarebbe una finta soluzione che lascerebbe, nella sostanza, tutti gli attuali nodi irrisolti. Il Partito democratico, che nei mesi scorsi ha presentato una propria proposta di legge che raccoglie le indicazioni dei referendum, non accetterà
colpi di mano di una maggioranza che quanto più diventa debole e tanto più si mostra arrogante.