04.06.2013
Francesco Giunta *
In questi giorni il calendario ci ricorda che sono trascorsi quattro anni da quando sono stati eletti il sindaco ed il consiglio comunale. Tuttavia, la ricorrenza è passata sotto silenzio e nessuno ha pensato a celebrare o a fare il bilancio dell'attività svolta. Infatti, cosa ci sarebbe da celebrare? La chiusura dello stabilimento Fiat? La cassa integrazione di centinaia di lavoratori? I negozi che chiudono? I disoccupati che aumentano? I furti, gli scippi, i vandalismi? La spazzatura che si accumula accanto ai cassonetti?
Ed anche sotto il profilo del bilancio dell'attività svolta, quali potrebbero essere le "voci" in attivo, rispetto a quelle in perdita? Ben poche, se considerate al netto delle promesse non mantenute, degli slogan, degli impegni solenni, dei tentativi di ripristino di un sistema clientelare che non incanta neanche i pochi beneficiari.
Anche il quadro politico non è esaltante e manifesta tutti i limiti di un sistema volto esclusivamente all'occupazione dei posti di potere, disponibile quindi ad allearsi con il diavolo pur di raggiungere lo scopo. Infatti, è appena il caso di ricordare che il sindaco è stato eletto grazie al sostegno di forti (allora) componenti del centrodestra, facenti capo a Micciché e Lombardo e che oggi è schierato con Crocetta, che si dichiara di sinistra ma tende a spaccare il Pd. Tutto ciò fa intravedere il perseguimento di interessi personali e di parte e non quelli più generali delle famiglie e dei cittadini di Termini Imerese.
In questo quadro, il consiglio ed i singoli consiglieri hanno potuto fare ben poco, sia per gli strumenti limitati loro dati dalla legge sia per una regia non tanto occulta che, all'occorrenza, interviene con il suo peso e la sua forza politica. Ovviamente, i consiglieri di maggioranza hanno pagato il prezzo più alto, in quanto molti di questi hanno potuto solo bisbigliare le loro critiche e le loro lagnanze, soffrendo per non potere adempiere pienamente al proprio mandato. In questi ultimi tempi, tuttavia, anche in ambienti della maggioranza si colgono segnali di risveglio e di "rottamazione" che non possono che essere salutati con interesse e con apprezzamento.
Noi del "Cantiere popolare", in questi quattro anni, assieme ad altri consiglieri dei diversi schieramenti, abbiamo costruito con il massimo e disinteressato impegno per quanto è in nostro potere. E con lo stesso spirito ci dichiariamo fin d'ora disponibili a guardare alle prossime elezioni senza steccati preconcetti e senza chiusure nei confronti di chi ha operato per il bene comune e vuole sinceramente ridare alla nostra martoriata città, alle famiglie, ai giovani, agli anziani, ai disoccupati, agli operai, agli imprenditori, la giusta serenità e la speranza nel futuro.
* Consigliere di Cantiere popolare