Da anni - e non solo a motivo degli ultimi avvenimenti - seguo le vicende della Fondazione "Mandralisca" ed il rischio di chiusura delle importanti strutture al servizio della comunità. Purtroppo, anche alla luce di analoghe situazioni (si veda, ad esempio, il Museo del Risorgimento di Palermo), credo si debba prendere atto della irreversibilità della crisi. Infatti, contrariamente a quanto avviene in altri Paesi del mondo, dove privati imprenditori sono orgogliosi di sostenere piccoli e grandi monumenti alla cultura, in Italia e in particolare al sud tutto ciò resta una chimera.
E allora, dobbiamo arrenderci all'inevitabile? Assolutamente no.
La cultura è un irrinunciabile strumento di crescita morale e sociale ed anche la base per lo sviluppo economico ecosostenibile. Assieme allo studio è un diritto di tutti e, in particolare, delle giovani generazioni.
A difesa di questi diritti, pertanto, debbono scendere in campo le istituzioni pubbliche e, sul piano locale, il Comune. Sono consapevole delle difficoltà che, in atto, attraversa quello di Cefalù, ma ritengo che l'Amministrazione, con il concorso di tutte le forze politiche e sociali, debba mettere allo studio l'assorbimento della Fondazione, salvaguardandone la funzione per gli studiosi e rilanciando la potenzialità attrattiva per i turisti.