26.03.2013
Simona Vicari *
La situazione agonizzante del museo Mandralisca di Cefalù rappresenta purtroppo lo specchio del nostro Paese, dove il grandissimo e vastissimo patrimonio culturale giace inerte e male utilizzato, vittima di un’Italia incapace a sfruttare le sue bellezze. Da anni si parla di come utilizzare al meglio i nostri tesori monumentali, sul fatto che l’Italia dispone di un petrolio chiamato cultura, ma alla fine ci ritroviamo sempre a raccontare ordinarie e deprimenti storie di monumenti abbandonati o di musei che chiudono per mancanza di fondi.
È questo il caso del Mandralisca di Cefalù, che adesso va avanti solo grazie all’impegno ed al volontariato dei dipendenti, i quali stanno consentendo l’apertura di quello che è un patrimonio non solo della città ma dell’Italia intera. Ma è evidente che così non si potrà andare avanti. Urgono interventi seri e che soprattutto non si limitino a gestire l’emergenza, ma a superarla in maniera definitiva. Abbiamo tutti accolto la nomina come assessore ai Beni culturali di Franco Battiato come un segnale di novità, ma soprattutto di rottura rispetto alle gestioni precedenti. Finora, però, si è visto ben poco di rottura ma è piuttosto di continuità con una gestione approssimativa e di corto respiro.
Lo stesso presidente Crocetta, il quale aveva annunciato ‘una rivoluzione’ in Sicilia, giorno dopo giorno sta mestamente virando verso una politica volta a garantirgli la semplice gestione del potere. Ed invece la Regione potrebbe fare tanto. Non nel garantire investimenti e soldi a pioggia, questa stagione deve finire. Mi riferisco piuttosto ad un piano di ampio respiro che consenta al Mandralisca di ritornare a funzionare affinché sia di nuovo quel punto di riferimento per la città di Cefalù. Il tempo degli annunci è terminato, è giunto quello della scelte. Assistere passivamente alla chiusura del Mandralisca sarebbe un errore gravissimo, certificando anche il fallimento della giunta Crocetta sul piano della cultura.
* Senatrice del Pdl