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giovedì, 12 ottobre 2017 ore 6:39
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DOPO LA BUFERA SUI "FURBETTI" DEL CARTELLINO

Termini, il sindaco scrive
ai dipendenti: “Siate credibili”

Il sindaco di Termini Imerese, Francesco Giunta, ha inviato una lettera al personale del Comune, al segretario generale e agli assessori con la quale mette le mani nelle vicende che hanno investito un gruppo di dipendenti comunali: è la storia dei “furbetti” del cartellino. Inevitabile l’appello a un’applicazione più rigorosa delle regole della legalità.
“Sono trascorsi tre mesi – scrive – dal mio insediamento a sindaco di questa città, dopo una campagna elettorale caratterizzata anche da asprezze, certamente eccedenti la normale dialettica politica”.
E aggiunge: “In questo contesto, è usuale che si formino vere e proprie ‘tifoserie’, alle quali partecipano numerosi elettori – non esclusi i dipendenti comunali – per scelta politica o anche per legami personali con i vari candidati. Concluse le elezioni, però, è bene che le ‘tifoserie’ si sciolgano e che tutti ci si dedichi a costruire il futuro della nostra città, mettendo da parte le pur legittime preferenze e attese. Il motore che dà la spinta al processo costruttivo resta il Comune, con le sue componenti elettive, amministrative e tecniche, doverosamente impegnate sinergicamente a realizzare il bene comune”.
Questo motore, sottolinea Giunta, deve “girare” bene e all’unisono. È pure necessario essere “credibili”. E qui arriva il punto dolente con l’inevitabile richiamo alla bufera giudiziaria che ha investito un gruppo consistente di dipendenti indagati per avere timbrato senza essere in uffiucio.
“Purtroppo – scrive il sindaco – gli ultimi avvenimenti che hanno investito alcuni dipendenti comunali, con notevole risonanza attraverso i mezzi di comunicazione, hanno inciso negativamente sulla complessiva credibilità di tutti, anche se non risultano ancora accertati in via definitiva i fatti denunciati e le responsabilità dei singoli. Di contro, sono consapevole, anche per averne avuto recenti riscontri, che il personale, in larghissima maggioranza, è valido professionalmente, rispettoso delle regole e impegnato seriamente nell’espletamento dei propri compiti”.
Ci vuole però una marcia in più: via la dimensione vetero-burocratica del rapporto con il lavoro e maggiore attenzione a ciò che “chiede la società moderna”. Quindi, “intuito nell’analisi, capacità di sintesi e, soprattutto, sollecitudine nella proposizione di soluzioni e non di enfatizzazione dei problemi”.
02.10.2017

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