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domenica, 26 febbraio 2017 ore 5:52
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CONFUSIONE POLITICA DOPO BURRAFATO

Termini, il Pd accelera
si dimettono tre consiglieri

Il Pd di Termini Imerese accelera il passo nella sua strategia che mira allo scioglimento del consiglio dopo le dimissioni del sindaco Totò Burrafato, coinvolto nell’inchiesta sull’auto di servizio usata per fini privati. Tre consiglieri democratici su quattro hanno presentato le dimissioni. Sono il capogruppo Michele Longo, Carmelo Sacco e Antonello Urbano. L’altro consigliere del Pd, Angela Campagna, che è la presidente del consiglio comunale, deciderà nelle prossime ore.
Perché si possa arrivare allo scioglimento del consiglio, al quale sono invece contrarie l’opposizione e una parte della maggioranza, sono necessarie le dimissioni di 11 consiglieri su venti. Allo stato sembra un obiettivo lontano ma, dice il segretario del Pd Angelo Cascino, “c’è davanti un week end per una riflessione ponderata”.
Il senso della proposta dei democratici è quello di azzerare l’amministrazione e l’organo consiliare perché, con le dimissioni “dovute” e opportune di Burrafato, è arrivata a conclusione una fase politica legata alla sua rielezione. Ora la confusione è massima. Fra qualche giorno arriverà il commissario e troverà, sottolinea ancora Cascino, un consiglio espressione di una stagione politica praticamente archiviata e con una serie di questioni aperte che meriterebbero di essere affrontate da una amministrazione e da un consiglio in piena attività. I temi più rilevanti sono quelli dei precari, del porto e della Blutec. Il caso più urgente è quello degli 80 precari comunali il cui contratto scadrà il 31 luglio e non c’è alcuna certezza sul rinnovo. Problemi ai quali si aggiungono le emergenze quotidiane dell’acqua e dei rifiuti.
“In queste condizioni – conclude Cascino – sarebbe giusto che la politica facesse non uno ma dieci passi indietro”.
Non la pensano così i sei consiglieri di opposizione (due sono i pentastellati) e alcuni dello schieramento di maggioranza che, oltre ai quattro Pd, comprende i tre del Megafono e i sette eletti in quattro liste civiche diverse.
A loro giudizio, andrebbero separate le posizioni del sindaco da quelle del consiglio che potrebbe continuare a svolgere il proprio ruolo anche con un esecutivo affidato a un commissario.
Dopo le dimissioni e la revoca delle misure cautelari, Burrafato ha scelto di farsi da parte in punta di piedi. Di fatto è la sua uscita di scena dalla politica. E questo contribuisce a rendere il quadro più incerto.
15.07.2016

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