L’Amap “disubbidisce” alla Regione
Rulli di guerra per l’acqua di Cefalù
L’Amap è sulle barricate. E non molla l’idea di lasciare subito la gestione del servizio idrico a Cefalù. Lo conferma anche dopo la diffida del dipartimento regionale all’energia che ha chieste all’azienda di recedere prospettando un’interruzione di pubblico servizio. Ma la presidente Maria Prestigiacomo alza i toni del confronto. E risponde con un linguaggio inusuale per chi ricopre funzioni tanto delicate. L’Amap, dice in sostanza Prestigiacomo, non accetta “intimidazioni” dalla Regione. Se non è una dichiarazione di guerra poco ci manca. Resta la sostanza della questione che l’Amap legge in modo rovesciato rispetto alla Regione e al Comune. E cioè che “nessun impegno contrattuale è stato assunto dalla società a garantire la gestione provvisoria dei comuni aderenti, sino all'insediamento del nuovo Ente di governo dell'Ambito ed al completamento del percorso istituzionale che dovrebbe portare ad individuare il gestore unico dell'Ambito di Palermo”.
Non manca la replica del sindaco. “Rispetto alle ultime affermazioni – dice – contenute in una nota e diffuse alla stampa, non risponderò al presidente di Amap con concetti già più volte ripetuti. Questa non può diventare una contesa dove si fa la gara a chi alza più la voce. Voglio solo rilevare che, dopo una prima lettera del prefetto, con cui si invitava la società a proseguire nella gestione del servizio, ieri anche la Regione, nella persona del dirigente generale del dipartimento, ha richiamato Amap a precisi doveri, intimandole di proseguire nella gestione del servizio idrico a Cefalù. Credo che il presidente Prestigiacomo ne stia facendo una questione più personale e politica, che di natura economico finanziaria”.
“È ridicolo - incalza Lapunzina – ipotizzare un rischio ‘fallimento’ per la società, a causa di una gestione che la Regione ha chiesto di proseguire sino all'individuazione del gestore unico. È evidente, e lo diciamo da sempre, che il potabilizzatore grava in maniere considerevole sui costi della gestione. Proprio per questo, nello spirito della norma, che impone la unicità della tariffa nell'ambito, queste spese vanno ammortizzate dal gestore, bilanciandoli con i comuni dove i costi sono inferiori. Questo è nella legge, e non si tratta certo di una nostra invenzione. Ai cittadini di Cefalù dico che, sebbene la situazione sia ingarbugliata, non debbono temere per la mancanza dell'acqua. L'amministrazione è presente, segue costantemente la vicenda e adotterà ogni atto necessario a tutelare il diritto all'approvvigionamento. Ogni provvedimento d'urgenza verrà adottato, d'accordo con la Prefettura e con la Regione, qualora dovesse rendersi indispensabile a causa di una interruzione del servizio da parte di chi, a vario titolo, lo gestisce. Una cosa sia chiara a tutti: il nostro obiettivo è quello di tutelare gli interessi della Città e questo significa, soprattutto, che assieme alla erogazione, quanto più regolare del servizio, non è accettabile caricare il bilancio comunale di oneri impropri. Il tempo in cui lo si faceva è finito”.
Non è difficile, allo stato in cui la vicenda è arrivata, ritenere che dopo l’Amap, il Comune e la Regione sulla scena apparirà un quarto coprotagonista: la magistratura di Termini Imerese, non a caso destinataria del diktat regionale e della replica ostinata dell’Azienda dell’acqua.
18.03.2016