CONVOCATA L’AMAP CHE VUOLA LASCIARE I SERVIZIO
Acqua, a Cefalù ore decisive
Nuovo vertice alla Regione
Cefalù aspetta da un momento all’altro che l’Amap chiuda i rubinetti, come ha minacciato annunciando perfino la consegna delle chiavi dell’impianto al Comune. Non lo farà fino al 16 marzo quando, per iniziativa dell’assessore all’energia, si terrà alla Regione un vertice con l’azienda dell’acqua e il sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina. Il caso viene seguito anche dal prefetto perché presenta risvolti molto delicati per la vita civile di una città di grande rinomanza turistica e culturale. In questi giorni i contatti tra sindaco, prefetto e assessore sono stati intensi e finalizzati, soprattutto, a mantenere il servizio idrico in capo all’Amap in via temporanea. Non c’è allo stato una soluzione diversa. Il Comune, infatti, non solo non è nelle condizioni di gestire un servizio giudicato dall’Amap troppo oneroso ma glielo vieta la legge.
A complicare le cose c’è anche l’annuncio che dal 15 marzo la società Sorgenti di Presidiana chiuderà l’impianto di potabilizzazione perché reclama un credito milionario nei confronti sia dell’Amap che del Comune. Ma le scelte della società sono “sotto osservazione”: basta poco per accendere una disputa, che già è in piedi da molto tempo, sul rispetto del contratto di servizio. Una prolungata sospensione della produzione avrebbe effetti devastanti: non si potrebbe immettere acqua potabile nella rete cittadina dove peraltro si registrano perdite molto elevate.
Bisogna dunque aspettare che qualcuno faccia la prima mossa come in un complicato gioco a scacchi.
Risolutiva potrebbe essere la riunione di mercoledì alla Regione.
14.03.2016