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giovedì, 28 aprile 2016 ore 4:26
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L’OPPOSIZIONE BOCCIA I MOTIVI DI URGENZA

Acqua, il Consiglio comunale
di Cefalù se ne “lava le mani”

Cefalù rischia di restare senz’acqua, con un disagio per la popolazione e il rischio di una forte penalizazione del turismo, ma secondo l’opposizione non ci sono motivi “urgenti” per occuparsi del problema e affidare il servizio all’Amap. È stata quella di ieri sera una seduta quasi surreale. E alla fine, tuona il Pd, c’è stato chi ha deciso di “lavarsene le mani”. L’opposizione, che in consiglio è maggioranza, ha bocciato l’urgenza della seduta. Di un problema straordinario si parlerà in tempi ordinari.
Tutto nasce da una decisione dell’Amap, che ha avuto assegnata temporaneamente la gestione del servizio idrico e alla quale ora mira a rinunciare perché comporta costi alti e onerosi. Dopo un tira e molla tra la società e il Comune, con interventi e mediazioni di Assessorato all’energia e Prefettura, l’Amap aveva comunicato che avrebbe proseguito il servizio. Ma quando il Comune ha approntato gli atti conseguenti è arrivato un incredibile dietro front. C’era stata, scrive la presidente Maria Prestigiacomo, una comunicazione “erronea”. Restava ferma la decisione che “in data 14 marzo 2016 provvederemo a consegnarvi le chiavi delle infrastrutture”.
Decisione illegittima l’ha definita il sindaco Rosario Lapunzina che ha chiesto l’intervento del prefetto adombrando una interruzione di pubblico servizio. “Non si può lasciare una città senz’acqua – ha detto – con serissimi rischi anche sanitari”. Anche perché il Comune non è nelle condizioni di gestire direttamente il servizio: non lo consente la legge.
Ieri sera il consiglio avrebbe dovuto discutere del riaffidamento dello stesso servizio all’Amap e votare i motivi d’urgenza della convocazione fatta dal presidente Antonio Franco. D'accordo solo otto consiglieri della maggioranza: Garbo, Tumminello, Pizzillo, Barranco, Cesare, Fatta, Franco e Terrasi. Contrari gli altri undici dell’opposizione.
Durissima la reazione del Pd. “A fine febbraio, non più di qualche settimana fa, l’opposizione – si legg4e in una anota – faceva pervenire al presidente del Consiglio comunale una richiesta di ordine del giorno affinché il Consiglio venisse convocato, anche in seduta straordinaria e urgente, per determinarsi sulla preoccupante situazione relativa alla gestione del servizio idrico. Alla luce di quanto avvenuto stasera viene da chiedersi quale fosse realmente l’urgenza avvertita dall’opposizione, in merito alla questione dell’acqua. A nostro avviso solo quella di scappare di fronte alla responsabilità politica di bocciare la proposta dell’amministrazione comunale”.
Aggiunge il Pd: “Bocciando invece, in via preliminare, gli estremi di necessità e urgenza di fatto l’opposizione non solo si è rivelata incoerente, ma soprattutto ha dimostrato di non avere né proposte alternative né il coraggio politico di entrare nel merito della delibera di affidamento del servizio ad Amap, che, lo si ribadisce, è una società a capitale e partecipazione interamente pubblica. Ci chiediamo cosa abbia da guadagnare la città tutta rispetto all’impossibilità per il Comune, prevista dalla legge, di assumere la gestione autonoma di un servizio la cui essenzialità per i cittadini è superfluo ribadire. Siamo fortemente preoccupati da quanto di qui a qualche giorno può accadere in termini di disservizi e costi cui il Comune di Cefalù non si capisce come potrebbe far fronte visto che, a norma di legge, non può gestire in proprio né emettere ruoli né recapitare bollette ai cittadini. La delibera di stasera, fermo restando le legittime perplessità, dovute anche alla posizione assunta da Amap, che lamenta gli eccessivi costi della potabilizzazione come vero e unico motivo di diseconomia, avrebbe permesso al Comune di Cefalù di trovare una strada sulla gestione del servizio, nel pieno rispetto della normativa e soprattutto a tutela dell’Ente e dei cittadini. Di fronte ai serissimi problemi che si potranno riscontrare in danno a tutti, nell’imminenza dell’apertura degli alberghi e delle strutture ricettive e di un crescente fabbisogno d’acqua, che in assenza di gestione non si capisce chi a questo punto dovrebbe assicurare, l’opposizione ha scelto, quasi per contrappasso, di “lavarsene le mani”.
11.03.2016

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