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DOPO LE CRITICHE DEGLI AMBIENTALISTI

Un inceneritore a Termini?
Il Pd: “No fermo all’impianto”

Anche il Pd dice no a un inceneritore nel territorio di Termini Imerese. È una presa di posizione che arriva dopo il voto contrario del consiglio comunale e tante altre voci critiche sullo schema che, inserito nel decreto Salva-Italia, dovrebbe essere attuato dalla Regione siciliana. Ma nulla ancora è chiaro. Solo i termini generali del progetto che prevede la realizzazione di una piattaforma integrata per il trattamento dei rifiuti solidi urbani con recupero di energia e produzione di bio-metano.
Rosario Crocetta ha proposto di costruire sei mini inceneritori, mentre per il governo si potevano realizzare solo due mega impianti che avrebbero smaltito ciascuno il 40% dei rifiuti (685 mila tonnellate all’anno). Il numero e l’ubicazione degli impianti saranno decisi dal governo regionale. Probabilmente saranno riconvertite le centrali Edipower di San Filippo del Mela e le centrali Enel dismesse di Termini Imerese, Santa Lucia del Mela e Priolo.
Una soluzione vecchia e superata è la critica degli ambientalisti che puntano invece sulla prevenzione, il riuso e il recupero come prevedono le norme europee e nazionali.
A Termini Imerese l’ipotesi di un inceneritore ha sollevato polemiche e preoccupazioni. Ora il Pd locale fa sapere di essere contrario. Lo fa con un intervento del segretario Angelo Cascino che esprime il secco no del partito “a ogni ipotesi di costruzione dell'impianto sul proprio territorio, fermamente convinti che ciò comprometterebbe in maniera irrimediabile la salute dei termitani e delle comunità limitrofe, senza peraltro risolvere il problema legato ai rifiuti”.
Cascino annuncia che saranno promosse proteste con un collegamento con le associazioni cittadine. Aggiunge Cascino: “Responsabilmente, convinti che la questione legata alla emergenza rifiuti vada affrontata con la massima serietà e senza più ulteriori rinvii, insistiamo affinché il percorso tracciato dalla SRR Palermo Est venga accelerato, e quindi con esso la costruzione di impianti di selezione, trattamento e valorizzazione del rifiuto così come previsto dal piano d'ambito. Oggi più che mai questo percorso va accelerato in quanto unica alternativa possibile all'incenerimento dei rifiuti”.
Il no del Pd investe anche la vicenda, che viene definita “famigerata”, dell'impianto proposto dalla Ecox. “Occorre – dice Cascino – che essa rinunci, in forma ufficiale e definitiva, alla linea di produzione del combustile solido secondario, ripercorrendo daccapo il percorso amministrativo volto alla realizzazione dell'impianto. Solo così si potrebbe ripartire da una condivisione del progetto con la comunità locale, mortificata nella fattispecie dagli investitori in questione”.
Fino a quando non ci sarà una rinuncia da parte della società, “la linea non può che essere quella assunta a larghissima maggioranza dal consiglio comunale nel dicembre scorso e le successive determinazioni assunte dall'amministrazione comunale, ivi compresa la decisione di procedere con ricorso avverso la Ecox".
14.02.2016

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